Il prestigioso riconoscimento del Fai e dei Ministeri dei beni culturali, del turismo e dell'ambiente all'area verde dannunziana che è «poesia che si fa giardino» SFIDE FUTURE «Il recupero delle vallette dell'Acqua Pazza e dell'Acqua Savia e del laghetto delle danze, chiusi da tempo» «Tra queste pietre di memoria, tra questi massi discesi dai monti della guerra, il vento nel piegare l'erba sembra recare l'alito di una vastità remota, di una smisurata libertà». Così scriveva Gabriele D'Annunzio su quel parco che oggi è il «più bello d'Italia», secondo il giudizio di una giuria patrocinata dai Ministeri dei beni culturali, del turismo, dell'ambiente, nonché dal Fai. Il prestigioso riconoscimento è stato celebrato ieri al Vittoriale, le cui aree verdi, gli spazi più intimi della cittadella dannunziana, hanno prevalso sugli altri nove finalisti del concorso. Queste le motivazioni della scelta della giuria: «Il Vittoriale è una creazione poetica - che si fa architettura, giardino, paesaggio - da annoverare tra le creazioni letterarie di D'Annunzio; una composizione dove al linguaggio simbolico delle parole corrisponde quello delle pietre, delle specie botaniche, dei cimeli, delle acque. E una città-giardino, eremo e fortezza inespugnabile. E un percorso iniziatico; un luogo di memorie, sacro e al tempo stesso profano. E giardino di più giardini, che a sua volta evoca altri giardini». «Abbiamo curato questo parco - dice il presidente Giordano Bruno Guerri - come lo curò il suo creatore, fra i primi protettori della natura in senso contemporaneo. Abbiamo ripiantato i cipressi caduti e pettinato gli ulivi, abbiamo accolto come fiori portati dal vento i grandi capolavori di Mimmo Paladino, Ugo Riva, Arnaldo Pomodoro». All'ormai ricca collezione d'arte contemporanea del Vittoriale ieri si è aggiunta l'opera «Perché non son io coi miei pastori?» di Gian Marco Montesano, mentre nell'angolo di giardino che il poeta aveva destinato a cimitero per i suoi cani è stata inaugurata una stele con la drammatica, dolcissima poesia che d'Annunzio dedicò agli amatissimi animali. Un'ulteriore sfida dal vulcanico Guerri: il recupero delle vallette dell'Acqua Pazza e dell'Acqua Savia e del Laghetto delle danze, straordinari luoghi del parco da tempo chiusi al pubblico a causa dei dissesti idrogeologici. «Non poteva esserci modo migliore - conclude il presidente - per iniziare, alla presenza dei sindaci di Gardone Riviera e Pescara, le celebrazioni peri 150 anni della nascita di D'Annunzio, in programma nel 2013. Ma "celebrazioni" sa di retorica e di noia, le nostre avranno il sapore dannunziano di smisurata libertà».