sulla natura dei recenti terremoti che hanno interessato una parte del mar Mediterraneo Ribera. Saranno le sonde sottomarine, cosiddette obs, collocate nel Canale di Sicilia, di fronte alla costa agrigentina, a fare luce sulla natura dei recenti terremoti che hanno interessato in parte in mare Mediterraneo, nel tratto tra le isole Pelagie, Lampedusa e Linosa, e in parte anche la fascia occidentale del territorio provinciale tra Sciacca, Ribera, Caltabellotta e Burgio. Ad affermarlo è Mimmo Macaluso, ispettore onorario dei beni culturali della Regione Siciliana e, in quanto sommozzatore, responsabile della sezione subacquea della Lega Navale di Sciacca, ricercatore e scopritore del grande complesso vulcanico «Empedocle». «Entro la metà del prossimo mese di dicembre - ci dice Macaluso - con una missione scientifica, un'equipe di esperti recupererà le tre sonde che abbiamo collocato il 20 luglio scorso, nel Canale di Sicilia, proprio ai piedi del complesso vulcanico sottomarino "Empedocle". I dati che sono stati registrati nei giorni scorsi in concomitanza delle scosse periodiche di terremoto, succedutesi una dietro l'altra tra i 4 e il 5 settembre scorso, con una magnitudo tra 2 e i 3.8 gradi, con epicentro tre in mare e una sola sulla terra ferma, consentiranno ai tecnici e agli studiosi di potere capire e conoscere le origini del terremoto recente e di tutte le scosse sismiche che si registrano periodicamente nel Canale di Sicilia per via della presenza del vulcanesimo attivo che si manifesta nei pressi dell'isola Ferdinandea, tra le isole Pelagie e anche nei pressi della terraferma». L'èquipe, che era bordo della nave oceanografica Astrea nelle settimane scorse, a partire dal nuovo anno si occuperà di esaminare i dati e sarà guidata dal prof. Giuseppe D'anna, direttore dell'osservatorio scientifico di Gibilmanna, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia. Si dovrà accertare se la natura dei terremoti sia da collocare nei movimenti della faglia che attraversa il Mediterraneo, tra l'Africa e la Sicilia, o nel vulcanesimo sottomarino collegato alla presenza di «Empedocle» da cui vengono fuori con una certa periodicità emissioni di metano, frutto delle esplosioni delle sacche sottomarine che creano dei forti boati avvertiti dalle popolazioni che risiedono nei paesi, sulla costa agrigentina. C'è la necessità di capire tutto e anche subito. ENZO MINIO 24092012