In difficoltà chi ha investito nel centro storico EDILIZIA IN CRISI. L'edilizia è in ginocchio. Il siluro lanciato dal presidente dell'Ance Sicilia, Salvo Ferlito, che preannuncia il fallimento in tempi brevi di centinaia di imprese edili ha messo il morale sotto i tacchi a chi ha investito nel centro storico. La stretta di credito delle banche sta agendo in modo diretto sulle piccole e medie imprese. Molti cantieri del centro storico sono chiusi e non si sa quando potranno riprendere l'attività. Sono fermi i lavori di restauro parziale dell'edificio in via del Celso al civico 86, affidati all'impresa Emanuele Leto. Gli interventi erano iniziati nel giugno 2010. Nella stessa strada da diversi anni non si aprono più i catenacci del cantiere di palazzo Tassarello. I lavori si sono fermati dopo alcuni mesi di interventi. Non c'è pace neanche per il palazzo Bonanno dei duchi di Castellana. Il cantiere va avanti ad altalena e al momento è nuovamente chiuso. Prima la battaglia tra vecchi e nuovi proprietari perché non si trova concordia, oggi la sosta per mancanza di fondi. Storicamente la dimora di via Castellana è una delle più interessanti del centro storico. Venne edificata all'inizio del Seicento dalla famiglia D'Afflitto sulla cinta delle mura punico-normanne, dove un tempo si trovava l'antica Porta Oscura, aperta durante la dominazione musulmana. Il palazzo dalla via Venezia è inglobato in un arco che gli studiosi definiscono arabo, ma per una conferma bisognerebbe indagare in profondità, fino allo strato roccioso. A quel punto gli scavi potrebbero sicuramente nascondere strabilianti sorprese. La Palermo araba attraversò un periodo di vivo splendore, di grande fioritura culturale e di prosperità economica, soprattutto nel campo edilizio. Di palazzo Marchese ci siamo occupati nei giorni scorsi. Sembrava che la dimora di vicolo dei Corrieri, che ospitò la "Vecchia Correria", potesse avere migliore sorte di altri edifici nobiliari in fase di ristrutturazione. I lavori di restauro iniziarono nel gennaio 2008 e fino allo scorso febbraio erano andati avanti senza intoppi. Ora c'è un lungo silenzio. Nella via Alloro nella primavera del 2011 sono state rimosse le impalcature di palazzo Buon Pastore, la sorpresa però non è stata quella di vedere l'edificio restaurato, ma di trovarsi davanti ad una sorta di scheletro-architettonico. L'impresa ha chiuso misteriosamente il cantiere e l'antica dimora è rimasta grezza. Anche palazzo Cesarò di corso Vittorio Emanuele si trova nella morsa della crisi finanziaria. Da oltre diciotto mesi sono fermi i lavori di ristrutturazione. E' una "perla" del Settecento che venne edificata dalla famiglia Tetano e Giusino poco prima del terremoto del 1726. Da circa otto anni non si vede un'ombra di cantiere aperto nello scavo dei mosaici punico-romani di piazza Sett'Angeli, a due passi dalla Cattedrale. Il sito spesso diventa una vera discarica, lo spazio viene fatto pulire ma gli effetti della pulizia non durano molto. Alla Sovrintendenza di Palermo da diverso tempo si cercano 10 mila euro per coprire lo scavo e ripristinare il manto stradale di piazza Sett'Angeli. La musica non cambia a palazzo Vernagallo di piazzetta SS. Salvatore. La struttura per riavere la propria dignità deve affrontare lavori complessi e delicati. Il costruttore sostiene che il problema è tecnico-burocratico. Dopo alcuni interventi di messa in sicurezza anche il progetto di recupero totale di palazzo Cefalà Diana è rimasto sulla carta. L'immobile si trova lungo la medievale via Alloro e la struttura si trova in avanzato stato di degrado, soprattutto nella facciata principale, che è caratterizzata da elementi architettonici trecenteschi. Questo "gioiello" meriterebbe maggiori attenzione da parte dei proprietari e dell'amministrazione comunale. La verità è che il restauro costa diversi milioni di euro e nessuno possiede questa ingente somma da scucire dal portafogli. Senza anima viva anche i cantieri nei palazzi Costantino di via Maqueda e Oneto di via Bandiera. 23092012