Dopo decenni di aste a vuoto e problemi burocratici la giunta comunale ha approvato il progetto per il primo stralcio dei lavori da 150mila euro Il progetto per la prima parte del recupero dell'ex casa del Fascio di via Livornese verrà esposto in un incontro anche alla casa del popolo di Santa Maria. Quando i lavori partiranno l'amministrazione comunale empolese dovrà spiegherà anche la destinazione dello spazio. E qualunque essa sia, dopo settant'anni di abbandono e degrado, per Santa Maria sarà una festa. EMPOLI Dopo ormai quasi settanta anni forse quella ferita nel cuore di Santa Maria riuscirà a chiudersi. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato il progetto per l'avvio dei lavori alla ex casa del fascio di S. Maria in via Livornese, solo da alcuni anni di proprietà del Comune. Sì perché per un'incredibile vicenda di burocrazia, e più di recente anche per mancanza di fondi, ancora l'edificio accanto alla casa del popolo è semidistrutto e tutto il perimetro è stato transennato da tempo. Eppure l'ex casa del fascio ha una dignità architettonica sicuramente da salvaguardare (tant'è che è tutelata dalla Sovrintendenza) e il circolo Arci più volte ha chiesto di poter sfruttare questo spazio (che tra l'altro prima del fascismo era una casa del popolo). Ora l'amministrazione comunale ha inserito l'immobile nel programma triennale delle opere pubbliche 20122014 e in quest'anno, come si spiega nella delibera della giunta, è previsto il primo stralcio dei lavori, il consolidamento strutturale, per un importo pari a 150mila euro. Rimangono poi ancora 250mila euro di lavori per completare la ristrutturazione dell'edificio. Un percorso di recupero dunque ancora lungo. Ma che, dopo decenni di blocco e di pastoie burocratiche, è partito con l'approvazione del progetto per la prima parte dei lavori. Il fabbricato ha un piano solo con uno spazio di 316 metri quadrati, è in brutte condizioni e non è mai stato usato dal dopoguerra in poi . La ex casa del fascio era di proprietà dell'Ufficio del territorio di Firenze (l'ex Demanio) e la trafila per il passaggio dell'immobile e il suo riutilizzo è iniziata negli anni Novanta. Già all'epoca si era fatta avanti la casa del popolo di Santa Maria che voleva acquisire l'immobile per le sue attività. Le aste si sono ripetute nel tempo, tra l'altro il circolo era riuscito ad aggiudicarsene una ma che poi venne invalidata perché non era stato pubblicato l'annuncio per il suo svolgimento. In un altro caso, invece, l'asta venne annullata perché un manifesto affisso alla casa del popolo in cui si chiedevano ai soci soldi per l'acquisto dell'immobile fu considerato turbativa d'asta. Alla fine, alcuni anni fa, passò al Comune. Nel 2008 la casa del popolo manifestò di nuovo il suo interesse con una lettera chiedendo al Comune di esprimersi. E proponendo all'ente stesso un comodato d'uso con l'impegno di partecipare alle spese per i lavori di ristrutturazione. All'epoca però il sindaco Luciana Cappelli non dette alcuna risposta. E l'immobile rimase senza destinazione anche perché altre associazioni avevano manifestato interesse per l'immobile. Lucia Aterini