Amalfi. La lezione del Fuenti sembra proprio non aver portato frutti, nella Divina Costiera che nonostante tutto continua a rimanere nel mirino degli speculatori. Questa volta, l'operazione-sfregio è stata portata avanti a Lone, piccola frazione collinare di Amalfi. Ben nascosta dietro grandi teloni neri, di quelli che si usano per proteggere gli agrumeti, giorno dopo giorno è stata costruita una grossa struttura in cemento armato, destinata a diventare una lussuosa struttura alberghiera con vista panoramica di straordinaria bellezza. La sconcertante scoperta è stata compiuta dalla sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Salerno. A bordo di una modovetta, i finanzieri hanno notato la presenza di numerose piante di ulivo stradicate e secche tra le quali si intravedevano delle siepi e steccati di ogni genere. Raggiunta a piedi la zona, si sono trovati davanti alla struttura, cammuffata fra gli alberi ormai morti, grossi pezzi di legno e i teli usati dagli agricoltori. Compiuti gli accertamenti, i finanzieri hanno appurato che l'immobile era completamente sprovvisto di ogni autorizzazione edilizia. L'intero cantiere, le cui opere lambiscono il costone roccioso sovrastante e realizzate abusivamente dopo lo sbancamento delle rocce e la distruzione di centinaia di alberi e vegetazione, è stato sequestrato. Il manufatto in cemento armato si estende su 700 metri quadrati. Analogo provvedimento di sequestro è stato applicato al terreno circostante per un area di oltre 5 mila metri quadrati. Si tratta del più grande ecomostro sequestrato in zona negli ultimi vent'anni. Non è stato ancora calcolato il valore dei beni sequestrati che, da una prima stima, sembrerebbe superare i 4 miliardi delle vecchie lire. Il danno all'ambiente è, invece, come sempre incalcolabile. I proprietari del cantiere, quattro fratelli amalfitani, tutti imprenditori turistici, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. Dovranno rispondere non solo di abusivismo edilizio ma anche di violazione dei vincoli paesaggistici che tutelano la Costiera amalfitana, patrimonio mondiale dell'Unesco e di deturpamento ambientale.