La donazione di quadri bloccata dalla Sovrintendenza Antonelli: il palazzo di via D'Annunzio può essere restaurato PESCARA. «Oggi un progetto fattibile esiste, c'è, e consentirebbe all'imprenditore Venceslao Di Persio di realizzare il desiderio espresso di lasciare alla città un patrimonio prezioso, e a Pescara di non perdere un'opportunità storica». Il Comune, attraverso l'assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli, lancia una ciambella di salvataggio al costruttore che un anno e mezzo fa ha acquistato l'immobile ex Banca d'Italia di viale D'Annunzio con l'intenzione di realizzarvi un museo-pinacoteca da donare alla città. Un'intenzione mortificata dai vincoli apposti dalla Sovrintendenza 10 giorni dopo che Di Persio ha presentato in Comune il progetto di restauro del palazzo, che necessita di adeguamento sismico e di una corposa ristrutturazione, soprattutto dei solai. L'imprenditore si è visto costretto a fare ricorso ottenuto dal Tar l'annullamento dei vincoli sulla parte interna del palazzo, ma il ministero per i Beni culturali ha presentato appello al Consiglio di Stato. Secondo Antonelli, però, c'è un progetto che dribbla i paletti apposti dalla Sovrintendenza e che consentirebbe di realizzare subito il museo. Una scorciatoia che consentirebbe di porre fine anzitempo al braccio di ferro amministrativo ed evitare che il patrimonio di 130 quadri di Di Persio, cultore dell'800 napoletano, prenda la via di altre città, come Ascoli e Siena, che già si sono dette interessate a esporre le opere d'arte. «L'amministrazione comunale», sostiene l'assessore, «sta seguendo con molta attenzione la vicenda che vede protagonista l'imprenditore Di Persio e i lavori di ristrutturazione della palazzina di via D'Annunzio, momentaneamente congelati da un contenzioso amministrativo tra il privato e la Sovrintendenza. Ovviamente, il Comune non ha potere né titolo per interferire con la vicenda stessa, tuttavia è evidente che riteniamo utile e apprezzabile l'iniziativa di dare alla città un museo con oltre 100 opere d'arte di pregio che verrebbero donate. Per tale ragione, già mesi fa abbiamo messo a disposizione di Di Persio i nostri uffici tecnici comunali per proporre la redazione di un progetto di museo assolutamente adeguato ai vincoli e alle prescrizioni dettate dalla Sovrintendenza». L'intento del Comune è di non smarrire un'opportunità unica per la città, tanto più che il Consiglio di Stato non si pronuncerà prima di marzo 2013. «Un progetto c'è», ha aggiunto Antonelli, «La decisione spetta però, a questo punto, all'imprenditore, che ha tutto il diritto di procedere lungo la strada della giustizia amministrativa, o, in alternativa, di accettare il supporto garantito dall'amministrazione comunale».
Pescara. Comune: sì al museo esiste un progetto che rispetta i vincoli
Il Comune di Pescara ha lanciato un'opzione per il restauro del palazzo di via D'Annunzio, che è stato acquistato dall'imprenditore Venceslao Di Persio con l'intenzione di realizzare un museo-pinacoteca da donare alla città. Tuttavia, la Sovrintendenza ha imposto vincoli che hanno bloccato la donazione. Il Comune ha proposto un progetto di restauro che potrebbe consentire di realizzare il museo subito, evitando che le opere d'arte di Di Persio vengano esposte in altre città. L'amministrazione comunale sta seguendo la vicenda con attenzione e ha messo a disposizione i suoi uffici tecnici per aiutare Di Persio a redigere un progetto di museo.
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