Distrutta la statua che l'artista Giovanni Tinè donò nel '97 alla polizia L'opera d'arte si trova di fronte al parcheggio Talete. Fu realizzata in memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Ora si spera sia trasferita alla questura di viale Scala Greca Distrutta la statua della polizia che si trova di fronte al posteggio Talete. La denuncia è di un gruppo di intellettuali siracusani che avevano già segnalato, e fatto sì che venisse salvata dalla Provincia, la statua di Sgandurra all'ex ospedale psichiatrico della Pizzuta. Anche in questo caso si tratta di un'opera d'arte danneggiata da atti vandalici che l'hanno distrutta in più punti. La statua venne donata al corpo di polizia dallo scultore cassibilese Giovanni Tinè che la realizzò nel 1997 in occasione del 145 anniversario della Fondazione della polizia di Stato. L'opera d'arte venne accettata con protocollo per essere posizionata nella sede di San Giovanni, ma successivamente venne disposta di fronte al posteggio Talete dove si trova ancora oggi. L'associazione di intellettuali (di cui fanno parte anche Antonio Gentile e Paolo Giansiracusa) chiede il restauro gratuito dell'opera danneggiata e una nuova collocazione all'interno dell'edificio in cui si trovano gli uffici della questura, in viale Scala Greca, per una maggiore sicurezza e una più adeguata esposizione dell'opera d'arte. Rammaricato lo scultore Tinè, che aveva realizzato l'opera nel ricordo dei giudici Falcone e Borsellino a titolo benefico per ricordare i due grandi magistrati uccisi dalla mafia. A lui sono legate numerose altre statue che sono state donate al Tribunale (dove si trova un bassorilievo che ritrae l'allegoria della giustizia); all'Aeronautica militare, nel cui ingresso della caserma si può ammirare un monumento che è ispirato ad Archimede e agli specchi ustori; e ancora alla guardia di finanza e poi a Priolo dove, in pieno centro storico, è stato posizionato un monumento dedicato ai Caduti di Nassyria e altre opere donate alle istituzioni dall'artista siracusano. Un omaggio di Tinè che usa la pietra delle cave di Cassibile, più adatta alle intemperie e quindi a opere all'aperto come nel caso della statua destinata alla polizia di Stato. L'opera raffigura l'«allegoria della Sicurezza e della protezione» con un agente che rappresenta l'autorità e una bimba che è l'emblema del popolo. La statua era stata destinata alla sede della polizia che si trovava prima in piazza San Giovanni ma poi, quando venne trasferita in viale Scala Greca, l'opera fu portata in Ortigia dove, però, è stata oggetto di danneggiamenti vari da parte di vandali che l'hanno ormai distrutta. L'artista Tinè si è dichiarato disposto a eseguire gratuitamente il restauro del suo monumento e ridargli così la dignità artistica oggi negata dai vandali, sperando però che l'opera possa essere trasferita in un luogo più adatto, come la sede della questura di viale Scala Greca, come sollecita Antonio Gentile, da sempre impegnato nella tutela dei beni artistici e culturali della città insieme con il professore Giansiracusa. «L'auspicio - dice Gentile - è che si possa salvare anche questa statua come è accaduto per quella di Pasquale Sgandurra anche grazie alle pagine de La Sicilia che segnalò lo scempio dell'opera dell'ex manicomio». 23092012