Sullo sfondo drammatico della guerra dei Trent'anni e del processo del Sant'Uffizio a Galileo Galilei per eresia, una straordinaria corrispondenza, comprendente più di cento lettere inedite, tra un poeta fiorentino, Michelangelo il Giovane, pronipote del grande artista, e la corte dei Barberini a Roma, rivela la complessa attività di mecenati, mediatori e clienti all'interno di intricate strutture sociali all'inizio del Seicento. A portare alla luce questi carteggi mai pubblicati è una storica dell'Università di Oxford, Janie Cole, che fornisce un'anticipazione del materiale scoperto con un saggio che appare sul nuovo numero della rivista culturale Belfagor (Olschki editrice).