Simboli fascisti. Oggi si conclude il convegno alla Lub. Alpino di Brunico, Tschurtschenthaler promette: «Targa entro sei mesi» Soragni: rispetto della storia senza reticenze, ma vogliamo essere innovativi BOLZANO «Se qualcuno immagina un centro di documentazione grigio e noioso, penso che avrà una bella sorpresa». Ugo Soragni, a margine del suo intervento all'università di Bolzano, appare soddisfatto degli sviluppi sul progetto di riapertura del Monumento. II direttore dei Beni culturali del Veneto (ente competente per piazza Vittoria, l'Alpino di Brunico, e il mausoleo di Cesare Battisti al Doss Trent) è stato uno dei protagonisti della seconda giornata dell'affollato convegno «Monumenti controversi», organizzato alla Lub dal Gruppo di lavoro perla teoria e l'insegnamento della tutela dei monumenti (oggi la chiusura). Un intervento atteso quello di Soragni, visto che è lui a coordinare la delicata operazione di riapertura dell'arco piacentiniano. «Il centro di documentazione afferma è l'occasione per raccontare la vera storia del monumento, il cui significato è stata spesso esasperata o minimizzata a seconda delle componenti ideologiche. Da parte italiana, alcuni hanno tentato di interpretarlo come semplice monumento ai caduti, ma questa è una componente marginale. Studio e conoscenza sono alla base di ogni storicizzazione. E questo monumento è stato costruito per esaltare il processo di colonizzazione dell'Alto Adige da parte dell'Italia». Appurato questo, cosa ci sarà nel centro di documentazione? «A noi risponde Soragni spetta ripercorrere il periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale al secondo dopoguerra. Ci saranno le vicende urbanistiche ma anche politiche, comprese le pagine più cupe, come le opzioni, trattate senza reticenze. Nella coscienza collettiva certi periodi sono stati liquidati un po' in fretta. Ecco, speriamo che l'operazione sul monumento sia un segnale importante della capacità di guardare dentro la nostra storia, contribuendo a rafforzare la convivenza». Tecnicamente l'operazione (1,5 milioni i costi complessivi, compreso il risanamento del complesso) è a buon punto. «Entro dicembre riferisce Soragni verrà ultimato il progetto esecutivo dell'allestimento, e a inizio 2013 partirà l'appalto. I lavori potranno partire in primavera, e il centro potrebbe essere inaugurato verso settembre-ottobre 2013». La scadenza si sovrappone alle elezioni provinciali: Comune e Provincia avranno sufficiente coraggio per affrontare l'evento? Comunque sia, l'allestimento (400.000 euro circa il budget) susciterà curiosità. «Non faremo un museo "noioso", ma un percorso innovativo con grande uso della multimedialità. Qualcuno si stupirà, credo». Prima di Soragni, lo storico e consigliere provinciale dei Verdi Hans Heiss aveva sintetizzato a una platea composta da molti «esterni» i principali nodi sui monumenti bolzanini. «Rispetto a quanto ha fatto la Germania con i simboli del nazismo afferma Heiss qui per tante ragioni c'è più ritrosia a fare i conti fino in fondo. L'aspetto etnico complica ovviamente le cose. Spero che la riapertura del monumento contribuisca a rendere più condivisa la memoria». Infine molto interessante l'analisi della ricercatrice Ines Oberhollenzer sul monumento dell'Alpino a Brunico. Il sindaco Christian Tschurtschenthaler riferisce che il testo finale della targa esplicativa, cui ha lavorato lo stesso Soragni, verrà portato entro ottobre in consiglio comunale. «In sei mesi sistemeremo la targa sotto il monumento» promette.