Nel delicato passaggio a Fondazione culturale punta sulle potenzialità delle piattaforme digitali, e mette alla prova l'utente e i suoi «modi di consumo» A breve saranno lanciati quattro siti tematici tra cui una rete istituzionale dei musei naturalistici italiani con interessi nel settore paleontologico e geofisico Il Museo Civico di Rovereto, nel passaggio complesso da ufficio comunale a Fondazione, rilancia il proprio ruolo puntando sulle potenzialità delle piattaforme digitali e mette alla prova le modalità di consumo culturale degli utenti. «La nostra missione - spiega il direttore Franco Finotti - è garantire l'accesso al patrimonio per finalità di studio e di educazione, ma siamo obbligati a ripensare sia la relazione con il pubblico che i modelli di diffusione dei contenuti». Il Civico sin dalle sue origini ottocentesche ha puntato sulla raccolta di dati e di informazioni e oggi, con la proposta dei web-site tematici, «l'obiettivo è ottimizzare il valore delle informazioni ristrutturando la modalità di fruizione dei data-base e incrementando le possibilità di accesso da parte di tutti». Superato il tempo in cui la fruizione del reperto avveniva solo nello spazio fisico del museo, o consultando poderosi volumi a stampa, conquiste come la digitalizzazione dei documenti e la rete internet permettono di condividere, aggregare e collegare contenuti oltre le barriere fisiche. Fin qui è prassi consolidata, seppure non scontata. La novità che arriva dal Civico riguarda la democratizzazione dell'accesso alle informazioni: in controtendenza rispetto al (mal)costume delle istituzioni scientifiche di proteggere gelosamente l'inedito come ultimo baluardo per gli avanzamenti di carriera, il Museo Civico rende pubbliche le informazioni sia edite che inedite. E lo fa attraverso il lancio di quattro nuovi siti tematici. Il primo è Pangea (www.museocivico.rovereto.tn.itpangeahome.jsp), progetto decollato nel 2005 come rete istituzionale dei musei naturalistici italiani con interessi nel settore della paleontologia e della geofisica. Partners il Museo di storia naturale e del territorio dell'Università di Pisa, il Museo regionale di scienze di Torino, il Museo geopaleontologico del Castello di Lerici e il Museo dei fossili e delle ambre di San Valentino in Abruzzo: in comune risorse umane, tecniche, finanziare e il patrimonio di scienza per intraprendere spedizioni paleontologiche, sperimentare tecnologie, formare tecnici e promuovere eventi. A decretarne il successo internazionale la serie di campagne di scavo in Patagonia, Argentina, con il ritrovamento del giacimento a titanosauri, i dinosauri caratteristici del periodo Cretacico. I risultati di queste attività sono pubblicate sul sito: bibliografia internazionale, digitalizzazione di articoli e saggi, banca dati sui dinosauri e atlanti anatomici, fototeca, web-gis. On line anche il sito dedicato agli archeologi Paolo Orsi e Federico Halbherr (www.museocivico.rovereto.tn.itdbo hhome.jsp), un progetto biennale appena concluso, sostenuto dall'Accademia roveretana degli agiati, dalla Biblioteca civica e archivi storici di Rovereto, dalla Fondazione Cassa di Risparmio. «E' la naturale prosecuzione del lavoro iniziato nel 2009 in occasione della mostra Orsi, Halbherr, Gerola. L'archeologia italiana nel Mediterraneo - spiega Barbara Maurina, conservatrice per la sezione archeologica - in cui si è preso atto della mole di materiale inedito negli archivi roveretani e non. Da qui l'idea di un progetto organico che documentasse l'attività di Orsi e Halbherr, su cui si è tanto scritto ma molto c'è da scrivere. Impensabile farlo affidandosi alla carta stampata; occorrerebbero investimenti oggi improponibili». Le informazioni sono tradotte in un sito dedicato ai personaggi cui fanno riferimento: in continuo aggiornamento la raccolta bibliografica, la trascrizione dei documenti autografi, l'analisi e il commento di lettere e manoscritti, l'acquisizione digitale dei documenti; entro fine anno l'identificazione dei soggetti fotografici attraverso georeferenziazione. E sono in corso i contatti con le istituzioni calabresi per l'autorizzazione ad acquisire i materiali in loro possesso. In allestimento, on line entro il prossimo febbraio, il sito del Meteo (i dati sono raccolti dalla stazione dei padri francescani di San Rocco, la più antica finestra meteo del Trentino funzionante dal 1882) e quello della Destra Adige Lagarina (iniziativa dei Comuni di Isera, Nogaredo, Villa Lagarina, Pomarolo e Ronzo Chienis per l'individuazione di un percorso di valorizzazione delle emergenze turistico-culturali del territorio). Cultura gratis per tutti, da qualunque parte del mondo ci si connetta. Solo nel caso in cui si voglia perfezionare l'accesso all'informazione scaricando, ad esempio, l'immagine ad alta risoluzione o la trascrizione completa di un volume, occorre abbonarsi: cento euro all'anno; poca cosa per un ricercatore che risparmia i costi di trasferta, soggiorno e riproduzione dei materiali. «Diamo così valore al patrimonio sociale del Museo e al progetto civico che rappresenta la Fondazione», chiosa il direttore.