Il sopralluogo in città per la cura dei beni culturali lesionati dal terremoto. Silenzio di Cialente e Di Stefano L'AQUILA - Cinquecento milioni di euro per 500 monumenti. Quello che sembra uno spot, quasi uno slogan, è l'impegno che due ministri della Repubblica hanno assunto solennemente davanti al capezzale della città moribonda. Risorse e interventi saranno spalmati per i prossimi nove anni fino al 2021 in base a un rigido cronoprogramma. Ben 127 saranno i monumenti aquilani, gli altri sono localizzati in tutto il cratere sismico. Si attingerà chiaramente dai fondi per la ricostruzione pubblica, del resto, come sottolineato dal ministro Barca, «ci sono 2 miliardi e mezzo ancora da spendere. Non ci sono problemi sulle risorse». Il ministro Ornaghi, in visita all'Aquila insieme al collega Barca, ha deciso di metterci la faccia, dando garanzia sul cronoprogramma e sulle priorità stilate dal direttore generale Beni culturali, Magani. Priorità che sarebbero state concertate con il comune dell'Aquila. Il condizionale è d'obbligo perché il silenzio dell'assessore Pietro Di Stefano e del sindaco Massimo Cialente, su questo punto, lascia qualche dubbio. Cinquecento milioni di euro per 500 monumenti. Quello che sembra uno spot, quasi uno slogan, è l'impegno che due ministri della Repubblica hanno assunto solennemente davanti al capezzale della città moribonda. Risorse e interventi saranno spalmati per i prossimi nove anni fino al 2021 in base a un rigido cronoprogramma che forse poteva arrivare prima. Ben 127 saranno i monumenti aquilani, gli altri sono localizzati in tutto il cratere sismico. Si attingerà chiaramente dai fondi per la ricostruzione pubblica, del resto, come sottolineato dal ministro Fabrizio Barca, «ci sono 2 miliardi e mezzo ancora da spendere, un grosso ammontare di risorse che ci dà la tranquillità e potrà essere usato anche per espropri e Cas. Non ci sono problemi sulle risorse». Il ministro Lorenzo Ornaghi, in visita all'Aquila insieme al collega Barca, ha deciso di metterci la faccia, dando garanzia sul cronoprogramma e sulle priorità stilate dal direttore generale Beni culturali, Fabrizio Magani. Priorità che sarebbero state concertate con il comune dell'Aquila. Il condizionale è d'obbligo perché il silenzio dell'assessore Pietro Di Stefano e del sindaco Massimo Cialente, su questo punto, lascia qualche dubbio. Il direttore ha sottolineato l'apertura di 45 cantieri in 6 mesi digestione ordinaria ereditata dal commissario Luciano Marchetti. Sui fondi impegnati pari a 45 milioni di euro la maggior parte sembra essere rappresentata da donazioni. Per le adozioni di monumenti sono stati donati da Stati stranieri e soggetti a vano titolo, quasi 38 milioni di euro. II finanziamento sarebbe certo per questo primo triennio con lo stanziamento di oltre 206 milioni di euro, la programmazione va confermata comunque per ciascun periodo. Nel secondo triennio l'impegno è di circa 160 milioni di euro e poco meno nel triennio 2019-2021. Barca ha sottolineato che i soldi non mancheranno invitando anche i comuni a presentare un proprio cronoprogamma. Un impegno preso da Cialente. che ha colto l'occasione per chiedere che venga trasferita al più presto al Comune la contabilità speciale per sbloccare alcuni interventi pubblici, vedi palazzo Margherita, che non possono partire se le somme non sono materialmente accreditate: «Anziché spendere ulteriori soldi per la revisione dei puntellamenti, bisogna partire subito con gli interventi». Nel primo triennio, fra gli interventi, ci sono il Forte spagnolo, la cattedrale, le chiese di Santa Maria Paganica, San Pietro, San Silvestro e il teatro Sant'Agostino. Non sono inclusi gli interventi già in corso. La conferenza stampa è stata preceduta da un tour a tappe del centro storico dei due ministri: la visita al San Filippo, al palazzetto dei Nobili, al palazzo Ardinghelli, al teatro comunale e, infine, al Forte spagnolo. «E' ben augurante per il futuro che la conferenza avvenga in questo luogo, tra i più amati dagli aquilani - ha fatto notare Ornaghi -. Il terremoto è un trauma quasi non più superabile, resta nella memoria e si incide nel codice genetico di una comunità. Il lavoro di ricostruzione è sempre lungo, difficile, paziente, ma oggi siamo qui per dare un fondato segnale di speranza». «Sto lavorando per portare all'Aquila in visita istituzionale la commissione Cultura - ha annunciato il deputato Giovanni Lolli -. Intendiamo creare una legge speciale per la ricostruzione del centro storico». Una occasione ghiotta la visita dei due ministri per i «ragazzi del terremoto» che hanno consegnato una lettera a Barca con il quale hanno avuto modo di avere un altro vivace scambio dialettico sul concorsone. La visita è stata anche l'occasione per fare il punto sui cantieri aperti. I primi a essere ultimati saranno quelli del teatro comunale, del palazzetto dei Nobili (inaugurato a metà ottobre), del convento di San Giuliano, di Porta Napoli. Si sta procedendo all'appalto per la chiesa delle Anime Sante (oltre 6 milioni di euro); per la chiesa di San Pietro (750 mila euro); per il monastero di Sant'Amico (1 milione e 200 mila euro). Per la prima parte delle mura antiche finanziate con un importo di 800 mila euro, il termine dei lavori è previsto entro la fine dell'anno. In fase di progettazione infine il santuario Madonna della Croce a Roio, San Gregorio magno, San Pietro apostolo a Onna.