COMPRARE una casa, trovarci un tesoro, e scoprirsi collezionisti per caso. E' la storia raccontata da una mostra in corso al Museo archeologico di Fiesole fino al 30 settembre, dal titolo a dir poco curioso: "Come il fumo lei penetra in ogni fessura". Parole prese in prestito da Fabrizio De André, e ispirate a loro volta da Edgar Lee Masters, che il curatore dell'esposizione, Stefano De Rosa, ha scelto per esprimere la sorpresa e la nuova, insospettabile passione per l'arte di tre fiorentini che, durante la ristrutturazione di un locale appena acquistato in pieno centro storico, hanno trovato al suo interno ben trentadue quadri di autori toscani del Novecento. «Opere di Sergio Scatizzi e Vinicio Berti, ma anche di autori meno noti come Affortunati, Omiccioli, Cangi o Nannoni, all'epoca oggetto di un certo seguito ma oggi dimenticati dalla critica», spiega De Rosa, al fianco fin dal ritrovamento dei protagonisti della vicenda, che preferiscono restare anonimi. «Il palazzo - racconta - è rimasto disabitato per decenni e le opere erano letteralmente sepolte dai calcinacci, in pessimo stato: in alcuni casi, anche la firma era illeggibile. Per recuperarle è stato necessario un complesso restauro, condotto da Giovanna Agosti».