UNA grande croce bianca fatta di massi, pietre alte anche quattro metri, appoggiati su un'immensa spianata di piccoli ciottoli. Apparirà così piazza Santa Croce dal 3 fino all'11 novembre quando sarà abitata dall'installazione che Mimmo Paladino ha ideato per la seconda edizione di Florens 2012, la biennale internazionale dei beni culturali e ambientali organizzata da Giovanni Gentile. L'opera di Paladino promette di essere ancora più affascinante proprio per la sua breve vita, come lo sono state le sue ultime creazioni, a cominciare dalla montagna di sale con i cavalli di Milano e Napoli. LA PIAZZA abbagliata di bianco. La grande croce stesa davanti alla basilica e fatta di massi, di pietre alte anche quattro metri, appoggiati in ordine sparso e non geometrico su una immensa spianata di piccoli ciottoli bianchi. L'intera piazza Santa Croce, non un angolo libero, abitata da un'installazione simile a una grande scultura. La più grande installazione che Mimmo Paladino, forse l'artista italiano più noto al momento, abbia mai fatto. E' la sorpresa che Florens 2012, la biennale internazionale dei beni culturali e ambientali per la seconda volta ideata a Firenze da Giovanni Gentile, offre alla città tra il 3 e l'11 novembre. Saranno, appunto, i giorni della manifestazione che intende essere un laboratorio di cultura e economia. Occasionale e caduca come tutte le installazioni che nascono e muoiono nel giro di tempo dell'occasione cui sono dedicate, l'opera di Paladino promette proprio per questo di essere ancora più affascinante. Come lo sono state altre sue installazioni, dall'Hortus conclusus di Benevento alla montagna di sale con i cavalli di Milano e Napoli. Questa volta Paladino va oltre e occupa ben 80 per 50 metri di spazio. Santa Croce sarà sua. Il progetto, curato da Sergio Risaliti, promette di essere una specie di manifesto di uno dei maestri della transavanguardia per coniugare il sacro con la contemporaneità. Darà anche nuova dignità e nuovo splendore a una piazza spesso trattata con troppa disinvoltura. Florens, i cui soci fondatori sono IntesaSan-Paolo, Banca Cr, Confindustria e Cna Firenze, oltre che, quest'anno, anche l'Associazione partners di Palazzo Strozzi, ospiterà in quei giorni il Forum internazionale dei beni culturali e ambientali che si dipanerà attraverso convegni, tavole rotonde, appuntamenti di vario genere: affollato da 300 relatori dal mondo. Paladino non è nuovo alla manifestazione. Nell'edizione 2010 di Florens tenne in Battistero una lectio magistralis insieme al cardinal Betori. E anche in quell'edizione di Florens le sorprese non mancarono, dalla copia del David formato naturale al grande prato verde steso in piazza del Duomo. Questa volta però si tratta di una vera opera d'arte. Sui singoli blocchi di pietra Paladino inciderà simboli e figure. La piazza antica riconquisterà il suo tempo ma diventerà anche simbolo, attraverso i segni dell'artista, di questi tempi e della contemporaneità dell'arte. Paladino torna così a Firenze, dopo altri interventi. Dalla memorabile esposizione del Forte Belvedere a metà degli anni 90, all'ultima apparizione del 2009 con il grande cavalo Zenith nel cortile degli Innocenti. Adesso Paladino, assistito dal suo architetto che lo accompagna sempre in questi casi e finanziato da ChiantiBanca, si cimenta con il grande spazio della piazza, per di più Santa Croce, e con l'imponenza dei materiali. A Florens si prevede che saranno in molti a venire da fuori per incontrare un'opera che o si vede qui o mai più.
FIRENZE - Una croce bianca in Santa Croce ecco la piazza secondo Paladino
La piazza Santa Croce a Firenze sarà abbagliata da un'installazione di Mimmo Paladino per la seconda edizione di Florens 2012, una biennale internazionale dei beni culturali e ambientali. L'opera, curata da Sergio Risaliti, sarà una grande croce bianca fatta di massi e pietre alte quattro metri, appoggiata su una spianata di piccoli ciottoli. La croce sarà abitata dall'11 novembre e sarà una sorpresa per la città. Paladino è noto per le sue installazioni transavanguardistiche e promette di creare un'opera affascinante e caduca, come tutte le sue installazioni.
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