I "Giovani per la Locride": cosa sarà del sito e di quanto è stato trovato? Mancata informazione sugli ultimi ritrovamenti archeologici? E perché? Questi gli interrogativi dell'associazione culturale "Giovani per la Locride", che parte dalla premessa che «la Calabria è una terra ricca di storia e cultura e quindi il patrimonio artistico e archeologico è innumerevole e di immenso valore. Ma la cosa ancor più incredibile è che la maggior parte di questo patrimonio è ancora da portare alla luce. Un'attività questa, che - sottolinea l'associazione - non può avvenire senza i "famosi" finanziamenti che vanno a sup-porta re il lavoro effettuato dagli archeologici, che praticamente operano sul territorio calabrese (quasi esclusivamente) per passione. E ciò continua ad avvenire per Locri Epizefiri, principale sito archeologico di tutta la Magna Grecia, con pezzi di storia nota ma ancora da scoprire». In mancanza di fondi statali, scrivono ancora i "Giovani per la Locride", «ecco che provvidenzialmente arriva un aiuto inaspettato da parte di coloro che i finanziamenti statali li hanno ottenuti (ossia la ditta di costruzioni che sta realizzando la nuova statale 106, che passa a circa 3 chilometri dalla linea di costa), i quali, nella loro attività di scavo, riportano alla luce pezzi di storia locale, archeologicamente interessanti, che in qualche modo possono integrare l'antica storia locrese». Il problema? La risposta dei giovani è presto data: «Il problema sta nel fatto che di questa scoperta buona parte della collettività è all'oscuro! Di conseguenza, noi "Giovani per la Locride" ci chiediamo perché quello che è stato trovato è a conoscenza solo degli addetti ai lavori (archeologi, Soprintendenza, ecc.) e la collettività non è stata informata. Perché nessuno ha scritto o fatto scrivere sui ritrovamenti? Perché non sono giunte telecamere da ogni dove mentre nelle altre parti d'Italia anche un ritrovamento di una semplice pietra fa notizia? Eppure ormai il tutto è arrivato alle orecchie dei locresi. E i "pellegrinaggi" verso il sito sono iniziati e stanno continuando quotidianamente». «Durante i lavori di scavo per la nuova Statale - prosegue l'Associazione - da un terreno sito tra le contrade Canneti e Mantenea, nel comune di Locri, nei pressi della fiumara Gerace, è venuta alla luce una struttura in legno (a forma di barca capovolta) con delle ossa probabilmente di bambina. Subito si è capito che le ossa appartengono ad una persona seppellita. Per la struttura in legno le ipotesi sono divergenti, così come sull'utilizzo di quel sito (tempio, piccolo approdo, ecc.). Si è sempre saputo dell'esistenza di necropoli pre-elleniche (scoperte da Paolo Orsi) presenti sulla collina di Ianchina, prospiciente quest'area di scavo, ma mai erano state fatte campagne di scavo dal lato opposto alla fiumara, che lungo la costa delimitava anche le strutture cittadine di Locri Epizefiri.. L'associazione locridea aggiunge che «dopo due anni di scavo, all'interno di questo sito vengono alla luce, disposte in maniera irregolare, ben 8 tombe: si capisce che siamo in presenza di una necropoli! E della struttura in legno? Ebbene, questa era la copertura di una delle tombe». Fin qui la descrizione alla quale seguono alcuni interrogativi che il sodalizio si pone; uno su tutti: cosa sarà di questo sito? E dei suoi ritrovamenti? Domande, dubbi e timori, «che i ragazzi dell'associazio-ne culturale "Giovani per la Locride" si pongono, con la speranza di avere una risposta da chi di competenza».