"Cambierei la destinazione residenziale delle Vele, ma una la lascerei" Soprintendente, una domanda a bruciapelo: il suo predecessore Gizzi voleva salvare le Vele di Scampia, e lei che ne vuol fare? «Una la lascerei». Giorgio Cozzolino risponde senza incertezze, anche se si vede che ha ancora negli occhi le centinaia di pratiche che gli han messo sul tavolo appena nominato soprintendente ai Beni paesaggistici e architettonici di Napoli. Tre giorni a Palazzo Reale, e già la contezza del compito che lo attende. Da gennaio 2013 - e questo lo anticipa il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici Gregorio Angelini - grandi lavori nella reggia: 2 milioni e mezzo per sottoservizi e pavimentazioni, altri 18 con delibera Cipe marzo 2012 per i prospetti esterni e interni, ristorazione, bookshop e caffè letterario e nelle scuderie un museo che racconti la storia di Napoli. Molto attento al rapporto antico-moderno, Cozzolino ha lasciato gli uffici ministeriali Mibac di Ancona (dove gli subentra Gizzi) con un bel colpo: lo sblocco di un annoso stop a unincompiuta che dava grattacapi anche allamministrazione anconetana. Con un progetto firmato da Cozzolino e lintesa con Comune e proprietà, lex palazzone del Metropolitan diventerà centro commerciale e culturale insieme. Caso raro di soprintendenza che non si mette di traverso ma collabora. Lei auspica una condivisione istituzionale anche per Secondigliano? «Cambierei la destinazione residenziale delle Vele, certo, tenuto conto delle condizioni del quartiere. Conosco bene le Vele per averci fatto sopralluoghi quando lavoravo a Napoli e so che quegli edifici non furono realizzati come prevedeva il progetto». Napoletano, 51 anni, laureato in architettura e specializzato a Venezia è stato soprintendente a Ravenna e poi per Parma e Piacenza, ma era già stato responsabile tecnico della soprintendenza archeologica di Napoli, lavorando poi in Regione. Seconda domanda: i baffi del lungomare. Le scogliere sono ancora lì. «Be no, quelli devono andarsene. Lo dice il parere dellUfficio legale Mibac, dovevano essere rimossi a tre settimane dallAmericas Cup». Finora i rapporti con il Comune non sono stati idilliaci a Palazzo Reale. Quale sarà il suo atteggiamento? «Vorrei portare a Napoli i 15 anni di esperienza maturati al centro-nord. Soprattutto in termini di efficienza e di giusta interpretazione delle leggi. Ho imparato che tutto ciò che viene fatto in maniera condivisa tra enti, diocesi, amministrazioni è foriero di risultati positivi. Cercherò di farlo con il supporto di tutti i funzionari. Sarà questa la sfida». Polemiche hanno accompagnato anche la discussione sulla legge regionale per il paesaggio, qual è la sua linea nel dibattito? «Nelle Marche dove ho lavorato tre anni, è già stata approvata con una previsione di zero consumo di territorio. È un nuovo orientamento culturale che comincia a far breccia e sarebbe ora che accadesse anche qui. La provincia di Napoli ha la densità più alta del mondo, quindi il territorio è un bene comune prezioso non rinnovabile. Ci vuole il recupero, la rivalorizzazione, il risparmio energetico applicato alledilizia storica. Molti Comuni in questo caso abbassano gli oneri di concessione».
NAPOLI - Beni paesaggistici, la sfida di Cozzolino. "La mia soprintendenza in armonia con gli altri enti ma via i baffi dalla scogliera"
Il nuovo soprintendente ai Beni paesaggistici e architettonici di Napoli, Giorgio Cozzolino, ha espresso le sue opinioni in un articolo di giornale. Ha affermato di cambiare la destinazione residenziale delle Vele di Scampia, ma lasciare una. Ha anche parlato dei lavori in corso al Palazzo Reale, che includono la realizzazione di un museo e un centro commerciale e culturale. Cozzolino ha anche espresso la sua opinione sulla legge regionale per il paesaggio, che prevede il recupero e la rivalorizzazione del territorio. Ha affermato che il territorio è un bene comune prezioso non rinnovabile e che ci vuole il recupero e il risparmio energetico.
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