Appare stupefacente il dinamismo del sindaco e dell'assessore architetto Mancini nella questione sala Eden. Soprattutto il concetto di "locale storico" e di qualità che viene vagheggiano alfine del recupero delle Mura. Non si pensa di fornire gli antichi giardini che adornavano tutti i bastioni di un'illuminazione e normali impianti di irrigazione oppure a manutenere i camminamenti. Si preferisce distogliere l'attenzione dai veri problemi movimentantosi solo per le sorti di una sala da ballo. Aldilà di apprezzabili e condivisibili iniziative che possano coinvolgere il tessuto sociale nel riuso delle funzioni del manufatto è imbarazzante che una orribile struttura architettonica di cemento armato - che la manualista giudicherebbe "superfetazione"da demolire, sia degna di tanta attenzione al contrario di edifici in centro storico completamente in degrado, a ridosso delle Mura, come l'ospedale vecchio o la storica Chelliana. Panem et circenses; così si governa! Sarebbe però interessante che la nuova commissione cultura esprimesse ponderate valutazioni sulla questione e sul perché edifici vincolati come Beni Culturali e con obbligo di adeguata cura siano in totale abbandono ed altri invece che nessuna Soprintendenza si sognerebbe di vincolare- siano così al centro dell'azione pseudoriqualificatrice del centro storico.
GROSSETO - palazzi cadono e il Comune per alla Sala Eden
Appare stupefacente il dinamismo del sindaco e dell'assessore architetto Mancini nella questione sala Eden. Soprattutto il concetto di "locale storico" e di qualità che viene vagheggiano alfine del recupero delle Mura. Non si pensa di fornire gli antichi giardini che adornavano tutti i bastioni di un'illuminazione e normali impianti di irrigazione oppure a manutenere i camminamenti. Si preferisce distogliere l'attenzione dai veri problemi movimentantosi solo per le sorti di una sala da ballo. Aldilà di apprezzabili e condivisibili iniziative che possano coinvolgere il tessuto sociale nel riuso delle funzioni del manufatto è imbarazzante che una orribile struttura architettonica di cemento armato - che la manualista giudicherebbe "superfetazione"da demolire, sia degna di tanta attenzione al contrario di edifici in centro storico completamente in degrado, a ridosso delle Mura, come l'ospedale vecchio o la storica Chelliana. Panem et circenses; così si governa! Sarebbe però interessante che la nuova commissione cultura esprimesse ponderate valutazioni sulla questione e sul perché edifici vincolati come Beni Culturali e con obbligo di adeguata cura siano in totale abbandono ed altri invece che nessuna Soprintendenza si sognerebbe di vincolare- siano così al centro dell'azione pseudoriqualificatrice del centro storico.
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