Un colpo a Vtp: «Voglio rassicurare il presidente Sandro Trevisanato: la città di Venezia non è ostile alle grandi navi da crociera, dirlo è una cosa priva di fondamento. Siamo tutti favorevoli a un settore che ha un'importante rilevanza sul piano economico per la città, ma altra cosa è capire come possano e debbano arrivare». E uno anche ai comitati «Serve più pacatezza da parte di tutti». Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni parla da Parigi. Domenica non era in città, dunque non ha visto con i suoi occhi la «battaglia navale» nel canale della Giudecca tra le barche dei «no grandi navi» (un'ottantina per i manifestanti, una trentina per il gestore del porto turistico) e le Msc e Costa. Ma ha visto gli articoli e le immagini su giornali e siti internet, anche internazionali. Perché si sa, Venezia è sempre Venezia. Sindaco, ora il comitato dice di volerla incontrare per consegnarle le 12 mila firme contro le navi e spiegarle quali danni fanno. Perché da '5 giorni non risponde al loro invito? «Io sono certamente disponibile a sentirli e vederli, ma non credo che mi possano dire cose che già non so. Non è me che devono convincere su questo tema, mi pare chiaro. Devono puntare a chi ha la possibilità di prendere le decisioni a livello di governo e capire con maggiore equilibrio chi è da una parte e chi dall'altra, chi fa le cose e chi no: tanto per dirle, non mi hanno nemmeno ringraziato quando ho convocato gli armatori per avere da loro la conferma della disponibilità a non passare per il Bacino». Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini però ha detto più volte di aver già fatto quello che doveva fare con il decreto «anti-inchini» e che ora, in attesa dello studio sul rivolgano ai ministri. Il nuovo canale? Ci sono forti resistenze nuovo canale, tocca alle autorità locali: dall'Autorità portuale alla Capitaneria di Porto... «... che fanno riferimento soprattutto al ministero dei Trasporti, retto da Corrado Passera. Provino a chiedere a lui». E il Comune di Venezia non può fare niente? «Io ho già espresso più volte la mia opinione: sono convinto che le soluzioni si possano trovare insieme, attorno a un tavolo. Se ciò non succede non è certo per colpa del Comune di Venezia, se avessi io tutti i poteri avrei già fatto tutto». L'ipotesi su cui si era puntato era quella del canale Contorta Sant'Angelo: ma ora pare incagliata nella burocrazia romana. «Mi pare una soluzione con forti resistenze, aprire un nuovo canale in laguna non è cosa che si può fare a cuor leggero. Servono approfondimenti per non creare un danno maggiore, una scelta di questo genere dipende dal governo e poi comunque dovrà passare per il Comitatone». Lei aveva più volte espresso la sua preferenza per un terminal a Marghera. E' ancora di quell'idea? «E' un'ipotesi sul tavolo anch'essa, che va seriamente approfondita e messa a confronto con altre come il nuovo canale. Ogni soluzione porta delle conseguenze». Ma perché le grandi navi sono diventate un problema? «Il tema non è solo locale. A livello mondiale il passaggio di queste navi è visto con sfavore: al di là di Schettino e di quello che è successo al Giglio, c'è un rischio percepito molto rilevante». Però le navi portano soldi e lavoro. «E' per questo che tutto va valutato con grande equilibrio. Serve una valutazione globale a tutti i livelli, ma poi chi ha il potere di farlo deve prendere una decisione».
VENEZIA - La città non è anti-navi, è ora di decidere. Intervista al sindaco Orsoni
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha espresso la sua preoccupazione per le grandi navi da crociera che hanno causato problemi nel canale della Giudecca. Ha affermato che la città non è ostile alle navi, ma ha bisogno di capire come possano arrivare senza danneggiare la città. Ha anche menzionato che il comitato Serve più pacatezza da parte di tutti ha inviato una petizione con 12.000 firme contro le navi, ma non ha risposto al loro invito. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha detto di aver già fatto quello che doveva fare con il decreto anti-inchini e ora aspetta lo studio sul tema.
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