Il lavoro è stato fatto a tappeto. 159, una scheda dopo l'altra per altrettanti luoghi "feriti" dal sisma che nel maggio ha colpito soprattutto l'Emilia Romagna, ma anche Lombardia e Veneto. Nei giorni scorsi il Ministero per i Beni culturali ha fatto il bilancio complessivo dei danni inferti al patrimonio storico-artistico nazionale. In totale si tratta di quasi tremila schede elaborate dai tecnici delle Direzioni regionali per i Beni culturali in collaborazione con gli uffici delle Soprintendenze ai Beni Artistici e Architettonici; ai Beni Ambientali fino a quelle Archeologiche. «Nel Veneto - spiega il responsabile delle Direzione regionale dei Beni culturali, Ugo Soragni - è stato fatto un lavoro certosino. Va detto che fin dopo l'emergenza, le strutture periferiche del Ministero hanno lavorato in perfetta sinergia. La conta dei danni, insomma, è stata velocissima nelle province di Rovigo, Padova e Venezia. Casi episodici anche a Vicenza, Verona e Belluno». Un'operazione che ha consentito di avere subito il quadro delle emergenze: 50 in provincia di Padova; 34 a Venezia; 8 a Vicenza; 4 a Verona; 3 a Treviso e uno a Belluno. «Una schedura - spiega Soragni - in base alle segnalazioni di Comuni, Province, Protezione Civile, Vigili del Fuoco; e anche agli articoli dei giornali. Di conseguenza si è messa in moto una "Unità di crisi" che ha stilato le schede, verificato e censito i danni e indicate eventuali procedure per una prima opera di conservazione e tutela». Intanto, al di là della procedura ministeriale, la Direzione regionale per i Beni culturali ha comunque messo mano al portafoglio stanziando oltre 500 mila euro per interventi di "urgente messa in sicurezza". «Sono stati interventi immediati - sottolinea Soragni - e che hanno riguardato alcuni luoghi ritenuti maggiormente sensibili e che necessitavano di un rapido impegno. Si tratta di cinque casi: il campanile della chiesa d Ficarolo e quella di San Rocco a Calto, in Polesine, dove sono già stati aperti i cantieri. Proprio in queste ore partirà anche l'operazione di messa in sicurezza delle sezioni lesionate alla Basilica di Santa Giustina a Padova. In un immediato futuro toccherà anche a Villa Pisani di Stra e l'ex convento di San Fermo a Verona».
TERREMOTO - Sono 159 i luoghi "feriti"
Il Ministero per i Beni culturali ha fatto il bilancio dei danni inferti al patrimonio storico-artistico nazionale a seguito del sisma del maggio scorso. In totale sono state elaborate quasi tremila schede dai tecnici delle Direzioni regionali per i Beni culturali. Nel Veneto, il lavoro è stato fatto con certosino e sinergia tra le strutture del Ministero. Sono stati identificati 50 casi di emergenza in provincia di Padova, 34 a Venezia, 8 a Vicenza, 4 a Verona, 3 a Treviso e uno a Belluno. La Direzione regionale per i Beni culturali ha messo mano al portafoglio stanziando oltre 500 mila euro per interventi di "urgente messa in sicurezza".
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