In Sicilia l'adesione al condono ambientale è stata stando ai numeri un successo. Complessivamente nella Regione sono state presentate poco più di 6.500 domande: in testa c'è Palermo con 2.248 istanze, seguita da Trapani con mille. L'elevato numero di istanze potrebbe, però, rivelarsi non realistico. Infatti, pur senza voler sminuire la portata i degli scempi edilizi in aree tutelate, che in Sicilia non sono pochi né di poco conto, c'è da tener conto della ripartizione di competenze fra Comuni, Soprintendenze e Regione Siciliana. C'è, insomma, da pensare che alcuni abbiano presentato la stessa domanda a più enti. «Temiamo sia quanto avvenuto nel nostro caso afferma Adele Mormino, soprintendente ai beni culturali di Palermo. È probabile che le domande che abbiamo ricevuto siano state presentate anche al Comune e all'assessorato regionale ai Beni culturali». Numeri a parte, il vero problema è capire se la legge 3082004 si applica alla Sicilia. La Regione, infatti, dispone di una competenza legislativa e amministrativa assolute in materia di urbanistica e tutela ambientale. Pertanto, la norma nazionale dovrebbe riguardare la Sicilia solo se la Regione decidesse di recepirla. «Occorre decidere il da farsi», sottolinea Mormino. «Spetta all'assessorato ai Beni culturali aggiunge Orazio Di Lorenzo, della Soprintendenza di Catania darci precise direttive in merito e dirci se dobbiamo applicare la legge dello Stato così com'è o se dobbiamo attendere la norma regionale di recepimento». L'assessorato regionale ai Beni culturali ha intanto predisposto una circolare che dovrebbe servire a fare chiarezza sulle modalità applicative del condono. «Dovremmo divulgarla entro pochi giorni» assicura Marina Valli, vice capo di gabinetto dell'assessorato ai Beni culturali. GIAMBATTISTA PEPI