La cabina del telefono a sinistra della basilica di Santo Spirito ha perso il suo telefono. Il guscio di plexiglass però se ne sta lì da anni, più pulito di altri suoi colleghi in città, senza scritte o gomme attaccate, comunque un nonsense dell'arredo urbano. Se si va in cerca del disordine della città, lo sguardo cade anche sulle transenne abbandonate in via dell'Orto in mezzo alla bici parcheggiate su una rastrelliera o anche su quelle scatole ammassate sul muro della chiesa di Santa Felicita, acta carta. Il disordine dell'arredo urbano è uno dei «punti di debolezza» elencati nel piano di gestione del centro storico di Firenze, approvato dalla giunta i17 marzo 2006, a cura dell'Ufficio Unesco e dell'assessorato alla Cultura del Comune. II vecchio piano «Firenze, per il mondo, incarna il sogno della bellezza e del buon gusto, delle arti e della cultura. E un primato che deve essere mantenuto con la forza dell'intelligenza e con progettualità strategiche», si legge nella premessa del piano di gestione che segue le introduzioni di Antonio Paolucci, all'epoca direttore regionale per i beni culturali paesaggistici della Toscana e di Simone Siliani, allora assessore alla cultura del Comune di Firenze. Dal 1982 il centro storico, l'area dentro la cerchia dei viali, è iscritto nella lista del patrimonio mondiale Unesco e per «mantenere il primato» fiorentino, il piano di gestione del 2006 analizzava le forze, le debolezze, le opportunità e le minacce della città. Passando in rassegna quelle liste, viene da chiedersi: che punto siamo? Quanto si deve lavorare ancora per rimediare alle «debolezze» fiorentine? Cassonetti e raccolta dei rifiuti In giro per la città si trovano ancora i vecchi cassonetti della raccolta indifferenziata coperti di scritte, con i sacchetti neri della nettezza che spuntano fuori come succede a lato della Biblioteca Nazionale, sulla strada che porta a incontrare lo splendore della chiesa di Santa Croce. Sono bidoni però destinati a sparire a favore delle isole interrate. Nel centro storico ce ne sono 22 (che hanno permesso di eliminare 300 cassonetti maleodoranti), gli ultimi bidoni interrati di via Martelli hanno permesso di togliere 19 cassonetti e due campane azzurre. E Quadrifoglio informa che i prossimi lavori riguarderanno le isole di via dei Pecori e via Brunelleschi. Arredo urbano L'arredo urbano «coerente» è uno dei nodi del piano di gestione, affrontato in parte dal Comune, ma che resta una delle sfide aperte. Qui si inserisce il dibattito sull'impatto dei dehors. Alcune piazze Signoria, Repubblica, Duomo da aprile si sono adeguate alle nuove regole imposte da Palazzo Vecchio: hanno pedane e ringhiere d'acciaio e, soprattutto, sono state eliminate le brutte coperture in plastica. Va invece peggio in San Lorenzo, dove i locali espongono ancora fuori i tradizionali ombrelloni bianchi di plastica, ieri inzuppati di pioggia, a protezione dei tavolini. Il decoro urbano riguarda anche le buche nelle strade del centro: il lastricato di via Martelli, come lo sarà presto quello di via Cerretani, Por Santa Maria e via Tornabuoni sono gli esempi virtuosi; mentre 1'Oltrarno attende ancora la svolta. Turismo di massa La coda dei visitatori che aspettavano di entrare agli Uffizi, anche ieri, superava la lunghezza dei portici, trasformandosi in un tappeto di ombrelli colorati che proseguiva in via della Ninna. Un patchwork di impermeabili animava tutta piazza della Signoria come anche il lungarno della Zecca, direzione ponte San Niccolò, dove una colonna di pullman aspettano i turisti. L'affluenza del turismo può essere gestita meglio? Il tema delle «presenze turistiche non governate» nel piano di gestione del centro è indicato tra le «minacce». Per diminuire il turismo «mordi e fuggi» il Comune pensa a incentivare i soggiorni di più giorni, anche con una revisione del regolamento per i bus turistici. E per diminuire le code alle biglietterie e valorizzare il patrimonio progetti, suggeriti dallo stesso piano di gestione, sono già attivi la oFirenze Card», un pacchetto per visitare più musei cittadini, ed il biglietto unico per i giardini dell'Oltrarno (Boboli è legato al giardino Bardini). Ma ad ora, l'assedio dei serpentoni di turisti, il caos dei pullman resta il problema. I negozi storici Agli uffici informazioni, tra gli itinerari suggeriti ai turisti, c'è anche la mappa per visitare le botteghe storiche dell'Oltrarno. E una parte di quel percorso «storico artistico» che doveva coinvolgere l'artigianato fiorentino, secondo uno dei progetti del piano di gestione. Perché le botteghe fanno parte dell'identità culturale da valorizzare, mentre l'immagine della città «risulta danneggiata dalla proliferazione di attività commerciali improprie, che finora non sono state adeguatamente regolamentate e che possono causare la perdita, nell'immaginario collettivo, dell'originalità e tipicità della produzione artigianale fiorentina». Conservazione dei monumenti A giocare a favore della salute dei monumenti, contro le polveri dell'inquinamento, in piazza Duomo è arrivata la pedonalizzazione. Meno fortunati gli altri marmi, come ad esempio quelli di Santa Maria Novella, lato via dei Cerretani, ma appena svoltato l'angolo si trova l'omonima piazza, oggetto del recupero indicato al primo punto dei progetti segnalati dall'Unesco. Lavori a rilento per carenza di fondi, ma nel 2009 sono arrivati nuovi arredi, anche se tra le polemiche. Le panchine di acciaio corten si sono rivelate poco funzionali in estate, con temperature da fornello da cucina, e un secondo problema riguarda le aiuole, secche in più periodi dell'anno. Progetti per la mobilità Nella lista degli obiettivi per l'organizzazione della mobilità nel centro storico, il piano di gestione del centro storico fiorentino prevedeva lo sviluppo delle piste ciclabili, la tramvia, il «transit point». A che punto siamo? Il consigliere speciale per la bici, Giampiero Gallo, informa che sono 70 i chilometri di pista ciclabile in città. E ora l'obiettivo è dare continuità alle piste, ecco perché si sta «lavorando a interventi piccoli, ma essenziali, di ricucitura di alcune piste, fuori dal centro: in piazza Alberti, piazza Ferrucci, via de Sanctis e un prolungamento della strada da biciclette sarà fatto in via Villamagna». Per altri interventi si aspetta di capire quanti fondi arriveranno per i lavori legati ai Mondiali di ciclismo. Se la linea i della tramvia è un successo, per completare le linee 2 e 3 si dovranno attendere almeno altri due anni. La prima pietra della «2» fu posata il 5 novembre 2011, ma da allora i cantieri non sono mai partiti. Al palo resta invece il progetto del «transit point», il centro di smistamento delle merci per i negozi del centro pensato per razionalizzare il carico scarico e diminuire il traffico. Tutto rimasto sulla carta, specie dopo che i trasportatori hanno vinto il ricorso contro il Comune, che aveva imposto loro norme e orari molto stringenti per limitare il caos e garantire maggiore vivibilità nel centro parzialmente pedonalizzato.