Incrocio di competenze, normativa poco chiara, incertezze su come procedere nella valutazione delle istanze, tempi stretti, informazioni scarse: sono questi i problemi con cui si sono trovate ad avere a che fare le Regioni alle prese con il condono paesaggistico. Lombardia. Al di sotto delle aspettative: le istanze in tutta la Regione sono state, infatti, 38. Forse perché spiegano negli uffici comunali il condono paesaggistico è passato in sordina. A Lodi l'unica istanza riguarda la modifica della facciata di un edificio adibito a impianto di carburanti nell'area del Parco dell'Adda Sud. A Cremona, invece, le due richieste interessano l'ampliamento di un edificio e una costruzione abusiva lungo le rive del Po. Piemonte. Competente a raccogliere le istanze era la Regione, che ne ha ricevuto 188, predispò; ste nelle forme più disparate. «È possibile spiega Bernardo Sarà, della direzione Beni ambientali che altre domande, tenuto conto che faceva fede il timbro postale, arrivino nei prossimi giorni o ci vengano recapitate dai Comuni, ai quali potrebbero essere state inviate per errore». Non sono mancati i problemi di interpretazione della norma. «Innanzitutto sottolinea Sarà abbiamo dovuto appurare di chi fosse la competenza a ricevere le istanze, se nostra o dei Comuni. Ora, invece, il problema è capire come dovranno procedere i Comuni dopo che avremo rilasciato il parere di compatibilita ambientale. Dovranno rilasciare una sanatoria edilizia?». Emilia Romagna. Domande con il contagocce. A Ferrara e a Parma, nessuna. Diventa, pertanto, di scarsa utilità la formazione ad hoc fatta dal personale del Comune di Ferrara, così come la predisposizione di specifiche cartografie delle zone sottoposte a vincoli. Nessun problema, per ora, per l'iter delle richieste, anche se come ammettono al Comune di Bologna per la maggior parte non sono state ancora valutate. Veneto. Le pratiche presentate sono state 68 a Venezia e 47 a Verona: molte di più di quanto si aspettassero le amministrazioni, tenuto conto dei pochi giorni avuti a disposizione per approntare l'istanza e del costo delle sanzioni. Nella maggioranza dei casi, le istanze sono relative ad abusi già noti alle amministrazioni e, generalmente, di modesta entità. Campania. Poche domande, molta confusione. Nei cinque Comuni capoluogo della Campania sono state presentate meno di 90 domande. I cittadini non sembrano aver, dunque, creduto nelle opportunità offerte dalle nuove nonne. In una città come Salerno, quasi completamente sotto vincolo ambientale, sono state inoltrate solo 17 richieste. Ad Avellino nessun cittadino ha fatto domanda di sanatoria. «È vero però dice Antonello Rotondi, assessore all'Urbanistica che in città non ci sono casi eclatanti di abusi». Nelle amministrazioni regnano i dubbi sulT interpretazione della legge. A Napoli non è stato ancora stabilito con certezza quale ufficio debba occuparsi della valutazione delle pratiche. Le perplessità maggiori riguardano l'applicazione della nonna, che dovrebbe sanare l'illecito penale ma non escludere l'abbattimento dell'opera abusiva. Toscana. Poche domande anche nella Regione del Chianti. A Firenze solo 31. I numeri potrebbero subire qualche aggiustamento, ma non sensibile. Molti cittadini, infatti, non erano informati su quale fosse l'ufficio di competenza e non si esclude che qualcuno abbia presentato la pratica alla Soprintendenza o in altri uffici. La legge osservano negli uffici non è sufficientemente chiara e non è stata pubblicizzata adeguatamente. Inoltre alcune domande sono risultate relative a pratiche già presentate per il condono edilizio. Marche. Ad Ancona non si sono superate le trenta pratiche, mentre si arrivi a qualche decina per Pesaro, Macerata e Ascoli Piceno. «Non abbiamo grandi problemi in questo senso afferma l'assessore all'Ambiente della città dorica, Emilio D'Alessio e del resto nel nostro capoluogo non esistono, in generale, grandi abusi edilizi». La prova è anche nel fatto che il bilancio del condono edilizio ultimo ha avuto in tutta la Regione poco più di mille domande, in genere per piccole infrazioni.
Lotta con tempi stretti e disinformazione
Le Regioni italiane hanno ricevuto 38 istanze per il condono paesaggistico, una norma che prevede la sanatoria per gli abusi edilizi. Le istanze sono state presentate in modo diverso, con alcune Regioni ricevendo molte richieste e altre poche. Le Regioni hanno incontrato problemi nell'interpretare la norma e nel sapere chi sia competente a ricevere le istanze. Alcune Regioni hanno anche avuto difficoltà a capire come procedere dopo aver rilasciato il parere di compatibilità ambientale. Le istanze sono state presentate per diverse ragioni, tra cui la modifica di facciate, l'ampliamento di edifici e la costruzione abusiva.
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