Massimo Bernardo presidente Comitato Cruise Venice Noto con grande disappunto che si continua ancora a mistificare la realtà. La manifestazione svoltasi domenica scorsa, 16 settembre, con lo scopo di chiamare a raccolta tutti i veneziani contro le grandi navi ha dimostrato come in realtà i veneziani vogliono questo traffico che genera ricchezza e posti di lavoro. Ho osservato la manifestazione dalla riva opposta ed ho visto uno sparuto numero di barchette, ed un gruppo di dimostranti in Punta della Dogana protestare in modo farneticante contro le grandi navi. Centri sociali, No Tav, No Dal Molin, comitati fra i più disparati, ciclisti contro le grandi opere in generale: un pout pourri di varia umanità con in comune una sola idea, quella di dire no a tutti. Di veneziani pera ne ho visti veramente pochi. Forse perché impegnati a lavorare, in un duro momento di recessione è inevitabile farlo, lottare a denti stretti per difendere il proprio impiego e cercare di vivere ancora a Venezia. Gondolieri, tassisti, artigiani, operatori della ricettività ieri, come la stragrande maggioranza dei cittadini, erano assenti. Perché hanno capito da tempo che la crocieristica é una grande risorsa del nostro territorio, che da lavoro ad oltre 5500 occupati diretti, e che rappresenta il vero motore dell'economia portuale. Senza questo propulsore il Porto di Venezia crollerebbe o quantomeno verrebbe ridimensionato. Francamente le analogie fra le problematiche della base americana a Vicenza con il Bacino di San Marco, delle opere infrastrutturali e di viabilità a Mira con l'attraversamento del Canale della Giudecca non riesco a coglierle. E reputo come me, non le abbiano recepite anche tutti quei veneziani che hanno disertato una folcloristica sagra dove rimarrà nel ricordo la musica suonata a tutto volume e le invettive in toni molto coloriti contro istituzioni, operatori e veneziani stessi, rei di non appoggiare questa manifestazione. Non mi permetto assolutamente di insegnare il mestiere al giornale, ci mancherebbe, ma il diritto alla cronaca non dovrebbe essere per tutti? Anche per quella maggioranza silenziosa di operatori portuali e di cittadini che sono a favore delle grandi navi, e che stanno apprezzando lo sforzo delle istituzioni e delle compagnie di crociera per attenuarne l'impatto sulla città. La disinformazione gioca brutti scherzi, come quello di credere che il moto ondoso sia provocato dalle grandi navi e non dai piccoli natanti che solcano i canali interni di Venezia con il loro scafo spigolato che produce correnti. Siamo davvero sicuri per un mero capriccio estetico di pochi di voler rinunciare ad un traffico conquistato faticosamente negli anni? Evidentemente non sono a conoscenza di un importante piano occupazionale, quello che riuscirà a risolvere i problemi di 5500 future famiglie disoccupate, quasi il doppio se consideriamo l'indotto indiretto.
Proteste e mistificazioni La maggioranza dei veneziani non era al corteo contro le navi
Il presidente del Comitato Cruise Venice Noto, Massimo Bernardo, ha espresso disappunto per la manifestazione svoltasi il 16 settembre, che ha chiamato a raccolta i veneziani contro le grandi navi. Bernardo ha osservato che la manifestazione era stata poco partecipata e che i dimostranti erano stati in gran parte rappresentati da gruppi di varia umanità con idee diverse. Ha sottolineato che i veneziani in generale sono a favore delle grandi navi, che generano ricchezza e posti di lavoro, e che il Porto di Venezia sarebbe in crisi senza il traffico delle navi.
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