Questione di punti di vista. «Una manifestazione bellissima, impeccabile», esulta Luciano Mazzolin, portavoce storica delle associazioni ambientaliste. «Un flop, i veneziani non c'erano», replica Sandro Trevisanato, presidente di Vtp, la società di gestione del terminal crocieristico di Venezia. La «battaglia navale» di domenica nei canale della Giudecca, con l'annunciata manifestazione del comitato No grandi navi insieme a varie associazioni, continua a parole e finirà anche in tribunale. Perché se da un lato i poliziotti della Digos, sulla base dei video acquisiti, hanno già identificato e denunciato alcuni dei manifestanti (ma sono a rischio denuncia altre decine di persone), dall'altro gli stessi manifestanti sono pronti a denunciare le forze dell'ordine per quell'elicottero a bassa quota che avrebbe cercato di dissuaderli dall'«attaccare» le navi da crociera in transito. Vtp e compagnie negano invece danni e ritardi, ma la prima scriverà invece alla direzione della Rai e alla Commissione parlamentare di Vigilanza contro la «disinformazione totale» per i servizi sul Tg1 e soprattutto sul Tg3. «Parlare di successo della manifestazione è una bugia che ci crea enormi danni», dice Vtp. Partiamo dai numeri. Secondo Mazzolin in «battaglia» sarebbero scese 80 barche, con a bordo oltre trecento persone e tantissimi anche sulle rive. «I cittadini di Venezia e del territorio vogliono partecipare in prima persona contro la devastazione e i danni delle grandi navi», spiega. Ma a Vtp circolano ben altri numeri. «Le barche erano 30, al massimo 35, su un totale di circa 40 mila a Venezia: un millesimo - dice Trevisanato - Sulle rive c'erano non più di 250 persone, su quasi 6o mila veneziani, e molti venivano da fuori città». La conclusione è opposta: «Se questa è la protesta di Venezia contro le navi noi siamo tranquilli - dice - I veneziani sono rimasti a casa. Non sono serviti nemmeno i numerosi manifesti, tutti abusivi, con cui hanno tappezzato la città». Mazzolin sottolinea inoltre come «siamo riusciti a bloccare per ore la partenza delle tre grandi navi ferme in marittima». Da Vtp però replicano che non c'è stato alcun disagio: l'unica nave partita dopo (circa un'ora e mezza) era arrivata già in ritardo, mentre un'altra ha lasciato la marittima qualche minuto dopo per decisione del comandante. «Da parte nostra non ci sarà alcuna azione giudiziaria», spiega Trevisanato. Stessa risposta dagli uffici stampa della Costa Crociere e della Msc, le due compagnie coinvolte nei presunti «rallentamenti» e anche la Capitaneria di Porto non segnala ritardi. In procura, dunque, finiranno per ora le denunce della Digos e quella del consigliere comunale Beppe Caccia. L'accusa della polizia è di non aver ottemperato alle prescrizioni concordate con la Questura per la manifestazione, il danneggiamento e la resistenza a pub-. plico ufficiale. Caccia ha invece presentato un esposto in procura contro l'utilizzo dell'elicottero «per intimidire i manifestanti» e gli «sperona-menti delle lance della Polizia», che hanno «messo a rischio l'incolumità di decine di cittadini e del patrimonio monumentale». Le stesse cose sono state scritte in un'interrogazione al sindaco «per verificare le responsabilità». La manovra incriminata precisa però la Questura è una procedura standard, prevista per dissuadere azioni illegali dall'alto, senza rischi di contatto diretto tra natanti. «La Polizia ha fatto bene il proprio dovere - si arrabbia però Mauro Armelao, segretario provinciale dell'Ugl - anzi, sono stati i poliziotti a rischiare la vita per colpa di questi perditempo».