«Mi hanno riferito delle problematiche del Parco». Poi l'impegno dell'esponente del governo Monti davanti al soprintendente Caburlotto che chiede garanzie «Non avevo mai visto prima il castello ma sognavo di farlo: ho colto l'occasione» «Sì, mi hanno riferito delle problematiche del Parco di Miramare. Ne parlerò con il ministro dei Beni culturali Ornaghi, che è molto sensibile a queste tematiche». L'impegno del ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, arriva quasi al termine della visita-lampo al castello di Miramare, incastrata ieri mattina proprio in apertura della sua missione triestina. Un sopralluogo non annunciato, infilato probabilmente all'ultimo nell'agenda dell'esponente del governo Monti e concluso con una brevissima passeggiata lungo il perimetro dello storico edificio, accompagnata dal prefetto Alessandro Giacchetti, dal soprintendente per i Beni storici, artistici e etnoantropologici Luca Caburlotto e da Rossella Fabiani, direttrice del museo. Scortata dal suo staff e dal personale della Digos, Cancellieri è arrivata a Miramare attorno alle 10.10, per ripartire alla volta di piazza Unità una quarantina di minuti più tardi. «Ho colto l'occasione per visitare il castello: non 1'avevo mai fatto prima ma avevo sempre sognato di vederlo», ha aggiunto il ministro Cancellieri sottolineando inoltre come Miramare occupi un posto di rilievo nel ricordo di tutti coloro che vi siano stati. Fabiani e successivamente Caburlotto hanno illustrato anche la natura dei problemi che oggi la struttura deve affrontare, a partire dal degrado in cui versa il Parco. Da lì, l'assicurazione: «Ne parlerò con Ornaghi». Un impegno ufficiale, ribadito peraltro nel colloquio finale con lo stesso Caburlotto. «Il ministro Cancellieri ha promesso di interessarsi della questione con il ministro Lorenzo Ornaghi - ha spiegato il soprintendente -. La considero una promessa ufficiale di interessamento da parte del governo, perché fatta al dirigente tenuto alla gestione di questo luogo». Quale intervento, nel concreto, si chiede all'esecutivo? Sostanzialmente quello di riassegnare risorse "costruite" a Miramare e un tempo destinate a rientrarvi, dopo il passaggio ministeriale a Roma: un flusso che la Finanziaria 2008 ha però interrotto. «E stata sospesa una previsione del Codice dei beni culturali secondo cui gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso e dalle concessioni per eventi - la spiegazione di Caburlotto, illustrata poco prima al ministro - sono riassegnati ai rispettivi musei statali per la loro valorizzazione. Ora il ministero dell'Economia e delle Finanze decide con propri criteri quanti fondi restituire e quando. Così nel 2011 ci ha ridato 30mila euro sui 476mila incassati a Miramare nel 2010». Servono fondi sì, e nel contempo certezze e una garanzia di costanza nelle entrate per poter programmare. Nel concreto: «Se sappiamo che 30mila euro per un evento rientrano, allora sì che possiamo acquistare le piante per il Parco». «Ho detto al ministro - ha aggiunto il soprintendente - che contribuire al senso dello Stato a Trieste vuol dire anche riassegnare quegli introiti. Castello e Parco, qui, riescono a gestirsi da soli. Le capacità tecniche ci sono». Già la visita di ieri comunque, per Caburlotto, ha avuto un significato importante: «Un momento dal valore simbolico, di attestazione che lo Stato, per Miramare, c'è. L'ho detto pure al prefetto». E proprio con Giacchetti il soprintendente ha in programma di incontrarsi a breve. «Usando uno slogan (indirizzato al governo, ndr), fateci fare i manager - ha ribadito Caburlotto - ma dateci i soldi da gestire. Se non abbiamo strumenti, allora sì che ci troviamo in difficoltà».