Tutela del paesaggio. Nota ufficiale della Direzione campana dei Beni culturali sulla legge regionale contestata dagli intellettuali NAPOLI Il ministro per i Beni culturali Lorenzo Omaghi smentisce l'assessore regionale all'Urbanistica Marcello Taglialatela. «E' improprio affermare che il testo sul paesaggio presentato in Consiglio regionale sia stato condiviso col ministero», precisa una nota ufficiale del direttore regionale dei Beni culturali Gregorio Angelini. Soltanto tre giorni fa l'assessore Taglialatela aveva sostenuto, replicando alle critiche di intellettuali, urbanisti e ambientalisti relative al disegno di legge intitolato «Norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio in Campania», che quel testo è frutto della concertazione col ministero. Tutt'altro, puntualizza Angelini. Nella nota ufficiale si sottolinea, anzi, che prima verbalmente, poi nella lettera del 24 luglio indirizzata a Taglialatela e a Domenico De Siano, presidente della IV commissione consiliare, il Mibac aveva esposto una serie di osservazioni sul provvedimento. «Allo stato attuale incalza Angelini la Direzione regionale non ha ricevuto alcuna comunicazione di eventuali modifiche al testo della proposta di legge all'esame del Consiglio regionale». Di qui la presa di distanze. A questo punto, se la maggioranza approverà oggi il testo in consiglio, è facile prevedere che Ornaghi solleverà il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. «Confidiamo in una pausa di riflessione», dicono al ministero, «ma ci riserviamo le azioni che la legge ci consente». In particolare, Angelini ricorda a Palazzo Santa Lucia che la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio è nelle competenze dello Stato e non è materia concorrente nella quale la Regione possa introdurre propria specifica normativa. Di più, sottolinea la non conformità al Codice per i Beni culturali e paesaggistici di alcune disposizioni del disegno di legge regionale. Perplessità analoghe, d'altronde, erano state formulate già in giunta regionale da parte di alcuni esponenti della squadra di Caldoro. Tra tutti, il più deciso era stato Giuseppe De Mita. Oggi intanto, si diceva, il testo sostenuto dall'assessore Taglialatela va in consiglio. Davanti alla Regione ci sarà un presidio di Wwf, Legambiente, Italia Nostra. Le associazioni, infatti, hanno promosso con Salvatore Settis e molti altri intellettuali, un appello al Presidente Napolitano, al premier Monti e al ministro Ornaghi per denunciare i rischi per la salvaguardia del territorio insiti nel disegno di legge regionale. In particolare, stigmatizzano lo scorporo di ampie fasce di territorio dai vincoli del Put della Penicola sorrentino-amalfitana, l'attenuazione del divieto di costruire nella zona rossa del Vesuvio, l'attribuzione a chi ha costruito abusivamente della possibilità di evitare le demolizioni piantando un po' di verde altrove. «La presa di distanza del Ministero per i Beni culturali dal disegno di legge che contestiamo», sottolineano Anna Savarese (Legambiente) e Giovanni La Magna (Wwf) non può che rallegrarci».
Campania, piano paesistico. Il ministero smentisce Taglialatela
Riassunto in 200 parole:
La Direzione regionale dei Beni culturali ha emesso una nota ufficiale smentendo l'assessore regionale all'Urbanistica Marcello Taglialatela, che aveva affermato che il testo sul paesaggio presentato in Consiglio regionale era stato condiviso con il Ministero per i Beni culturali. La nota ufficiale del direttore regionale Gregorio Angelini sottolinea che il Mibac aveva esposto una serie di osservazioni sul provvedimento, ma non aveva ricevuto alcuna comunicazione di eventuali modifiche al testo della proposta di legge. La Direzione regionale non ha quindi preso in considerazione il testo e ha deciso di prendere una presa di distanza.
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