Anche musei stranieri e funzionari Mibac contro la Fondazione Sono più di trecento le «adesioni qualificate» di coloro che hanno risposto all'iniziativa lanciata da Vittorio Emiliani e Tomaso Montanari per chiedere ai massimi organi dello Stato di impedire la nascita di una fondazione di diritto privato per gestire la Grande Brera. Tra le firme anche responsabili di alcuni musei e istituti stranieri, dal conservateur en chef du Louvre, Catherine Loisel, dal direttore per la parte antica della National Gallery di Washington, Jonathan Bober, da Jennifer Montagu del Warburg Institute di Londra. Con loro, tanti direttori di musei italiani: Matteo Ceriana dell'Accademia di Venezia, Anna Coliva della Galleria Borghese, Anna Lo Bianco di Palazzo Barberini, Rita Paris del Museo Archeologico di Roma, Maria Grazia Bernardini di Castel Sant'Angelo, Luisa Ciammitti di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Mariolina Olivari dei Musei Civici Pavia e molti altri. Tra i firmatari, anche funzionari del Mibac, oltre a scrittori, storici e intellettuali. «Contro il nostro motivato "no" ad una Fondazione Grande Brera di diritto privato nella quale lo Stato, detentore del patrimonio, immobiliare e mobiliare, perde il controllo sono volate accuse di "conservatorismo" afferma Emiliani . Ma dietro di esse è rimasta una gran confusione. Malgrado ciò, il ministro Ornaghi si è già mosso chiamando i due primi soci, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio, parlando di "Fondazione di partecipazione", di organismo "senza fini di lucro privato". Ma chi può credergli con queste premesse?». Un momento di confronto su questi temi sarà il convegno «Per Brera Sito Unesco» che si terrà nei giorni dal 29 novembre al primo dicembre presso l'Accademia di Brera. Organizzato da Sandro Scarrocchia prevede interventi di molti studiosi.