Inaugurata nel parco sul retro della sala pubblica «Don Recaldini» Il sepolcro è stato datato al primo secolo d.C. Al momento della scoperta aveva un ricco corredo Nel parco retrostante la sala Don Recaldini di Buffalora è stata inaugurata l'installazione permanente della tomba romana rinvenuta nel 1989 durante i lavori per la realizzazione della bretella di collegamento della strada statale Goitese 236 in direzione del casello Brescia Est nella zona sud est di Castenedolo. LA SEPOLTURA, del tipo a incinerazione, è costituita da mattoni rettangolari in terracotta posti di piatto e al momento del rinvenimento presentava un ricco corredo costituito da una lucerna, alcuni balsamari e monete fra cui due assi di Claudio che inducono a datare il sepolcro al I secolo d. C., come spiega l'archeologa Raffaella Massi, responsabile del progetto e membro del Gruppo archeologico monteclarense (Gam), guidato da Paolo Chiarini. Questa operazione, ha spiegato Giambattista Groli, sindaco di Castenedolo, darà nuovi impulsi agli studi sulle testimonianze di età romana in questa zona dove nell'arco dell'ultimo ventennio sono state rinvenute necropoli non anteriori al periodo altomedievale o tardoantico. D'altra parte il progetto è l'encomiabile risultato dovuto ad uno sponsor privato, Giovanni Molinari, supportato dalla professionalità di associazioni radicate e competenti sul territorio e dall'attenzione degli enti locali, nel caso specifico l'amministrazione castenedolese, che, tramite l'ufficio tecnico, ha richiesto e ottenuto la necessaria autorizzazione per la nuova collocazione della tomba da parte della soprintendenza archeologica, che ha ugualmente indicato le operazioni da compiere al fine del riassemblaggio del bene e della sua esposizione al pubblico. ANCHE i rappresentanti del comune di Brescia, Ennio Garzetti (presidente della Circoscrizione Est) ed Elena Bonometti, intervenuta in rappresentanza dell'assessore Andrea Arcai, hanno pienamente sottolineato la validità del progetto e la sintonia messa in atto fra pubblico e privato. A cornice dell'evento, l'associazione culturale Carmagnola di Castenedolo, impegnata costantemente dal 2008 nella promozione culturale-artistica locale ha realizzato alcuni pannelli che illustrano la cronologia e l'ubicazione delle scoperte archeologiche in quel territorio oltre al ricco e inedito corredo scoperto nella sepoltura. LA VISITA alla tomba romana, occasione per ammirare anche la sala Don Recaldini originario edificio religioso cinquecentesco, è sempre possibile previa prenotazione alla biblioteca comunale «Renzo Frusca» di Castenedolo (0302731613). Riccardo Bartoletti