Le nomine per il Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici Un filosofo del diritto. Uno psicologo. Uno storico. Una politologa. Infine, uno storico dell'arte. Sono i nuovi componenti del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici. Li ha nominati il ministro Lorenzo Ornaghi. Saranno loro, in quanto membri del massimo organo di consulenza tecnico-scientifica del ministero, a fornire pareri sulla tutela del patrimonio, sulla sua valorizzazione, sui piani paesaggistici. E su tante altre materie che riguardano musei, siti archeologici, centri storici... Nessuno di loro, salvo Antonio Paolucci, ex soprintendente, membro del Consiglio in passato e ora direttore dei Musei Vaticani, museo di un paese che non è l'Italia, ha competenza specifica e profonda sulla materia. Un organo tecnico, dunque, formato da tecnici di altre discipline. Il presidente, il cui nome era già noto, è Francesco De Sanctis, filosofo del diritto e rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa. Lo psicologo è Albino Claudio Bosio, professore di Psicologia del marketing e anche preside della Facoltà di Psicologia della Cattolica di Milano (di cui Ornaghi è stato rettore: sono solo di questi giorni le sue dimissioni). Lo storico è un altro rettore, però della Statale di Milano, Enrico Decleva, mentre la politologa è Gloria Pirzio Ammassari, che alla Sapienza di Roma insegna Fenomeni politici. A loro si affiancano altri tre membri. Ma questi nomi sono usciti dal cilindro delle Regioni, dei Comuni e delle Province. E le cose cambiano. SoLo un archeologo di grande esperienza, come Giuliano Volpe, uno storico dell'architettura (Luca Molinari) e una storica dell'arte (Francesca Cappelletti). Ornaghi ha invece preferito pescare in tutt'altri settori disciplinari. Accademici illustri, studiosi che vantano ampie bibliografie, ma, tranne Paolucci, nessuno di loro può esibire altrettanta competenza in materia di tutela del patrimonio. Al ministero spiegano che Ornaghi ha voluto rinnovare e aprire ad altri ambiti della cultura. E che contava sulla competenza dei presidenti dei comitati di settore (uno per l'architettura, uno per l'archeologia, la storia dell'arte, ecc.), membri del Consiglio e da lui già nominati (sulla base, però, di designazioni fatte da altri). Ma i comitati sono stati tagliati dalla spending review, per cui Ornaghi si è trovato spiazzato ed ha sollevato la questione in Consiglio dei ministri. Ma finora senza conseguenze. Il Consiglio è stato sempre formato da storici dell'arte, architetti, archeologi, economisti della cultura. Quello scaduto alcuni mesi fa era presieduto dall'archeologo Andrea Carandini e, prima di lui, dallo storico dell'arte e dell'archeologia Salvatore Settis. Fra i presidenti del passato spicca il critico Federico Zeri. Nel 2007 l'allora ministro Rutelli nominò, insieme a Settis, Cesare De Seta, Andrea Emiliani, Paolucci e Andreina Ricci. E persino Sandro Bondi, quando Settis si dimise, denunciando tagli massacranti, e con lui se ne andarono De Seta, Emiliani e Ricci, incaricò due archeologi (una dei quali Francesca Ghedini, sorella dell'avvocato Niccolò) e uno storico dell'architettura. Non così, invece, il tecnico Ornaghi.
PSICOLOGI E FILOSOFI I "TECNICI" DI ORNAGHI
Il ministro Lorenzo Ornaghi ha nominato nuovi membri del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici. Tra di loro, un filosofo, uno psicologo, uno storico, una politologa e uno storico dell'arte. Nessuno di loro ha competenza specifica e profonda sulla materia, tranne Antonio Paolucci, ex soprintendente. Il presidente del Consiglio è Francesco De Sanctis, un filosofo del diritto, e i membri sono stati scelti per la loro esperienza in altri settori disciplinari. Il ministro Ornaghi ha spiegato che ha voluto rinnovare il Consiglio e aprire ad altri ambiti della cultura.
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