FIRENZE: RICERCA DELLA MONNA LISA NELL'EX CONVENTO DI SANT'ORSOLA: TROVATA UN'IMPORTANTE SEPOLTURA DIETRO L'ALTARE FRANCESCANO Firenze, 18 settembre 2012 - "Dietro l'altare francescano, che risale alla fine Quattrocento, sono emersi dei resti mortali presumibilmente attribuibili ad una donna. Potrebbe trattarsi della nobildonna fiorentina Maria del Riccio o di Lisa Gherardini, sepolta anche lei nel 1542 nel Convento. Tra l'altro non è escluso che ad una quota più bassa rispetto a questa sepoltura si trovi un secondo scheletro". Silvano Vinceti, responsabile del Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, commenta così l'ultimo ritrovamento avvenuto all'interno dell'ex convento di Sant'orsola, dove la Provincia di Firenze su indicazione della Soprintendenza sta effettuando una campagna di scavi archeologici. "Per il periodo storico di riferimento e la collocazione dei resti mortali aggiunge Vinceti si tratta del ritrovamento più importante dall'inizio degli scavi dato che a differenza dei precedenti potrebbe davvero risalire all'epoca in cui visse la nobildonna Lisa Gherardini, moglie del ricco commerciante Francesco del Giocondo". "Sarà l'esame del carbonio 14 a indicarci la datazione dello scheletro che dovrebbe risalire alla metà del '500 spiega ancora Vinceti poi seguirà l'esame istologico per stabilire l'età della morte ed infine l'esame del dna da confrontare con quello dei figli di Lisa Gherardini. Solo allora sapremo se siamo di fronte ai resti mortali della Monna Lisa, la prima modella usata da Leonardo per realizzare la Gioconda".
FIRENZE: RICERCA DELLA MONNA LISA NELL'EX CONVENTO DI SANT'ORSOLA
Nell'ex convento di Sant'orsola a Firenze, durante una campagna di scavi archeologici, sono stati trovati resti mortali presumibilmente attribuibili a una donna. Potrebbe trattarsi della nobildonna Maria del Riccio o della Lisa Gherardini, sepolta nel 1542 nel Convento. I resti sono stati trovati dietro l'altare francescano, risalente alla fine del Quattrocento. Il responsabile del Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, Silvano Vinceti, ha commentato che il ritrovamento potrebbe essere il più importante dall'inizio degli scavi.
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