ROMA - "La cultura costa, ma l'incultura costa molto di piu"': con questo slogan l'Agis (Associazione Generale dello Spettacolo italiano) ha organizzato oggi a Roma "una giornata di protesta e di proposta", ovvero una grande manifestazione contro i tagli ai contributi statali e per regole nuove per il cinema, il teatro e la musica. Attori, autori, registi, musicisti, professionisti di ogni categoria si sono riuniti prima all'aperto a piazza del Pantheon, poi hanno riempito ogni posto del vicino teatro Argentina. Fra i circa settecento partecipanti c'erano attori come Carlo Verdone, Leo Gullotta, Lello Arena, Giulio Bosetti, Gigi Proietti, Andrea Jonasson; registi come Maurizio Scaparro, Giuliano Montaldo, Citto Maselli, Gillo Pontecorvo, Luca De Fusco; e ancora Carla Fracci e Beppe Menegatti, i musicologi Francesco Ernani e Gioacchino Lanza Tomasi e tanti altri. Tutti di opposizione i politici presenti: il segretario dei Ds Piero Fassino, gli assessori al Comune, Gianni Borgna e alla Provincia Vincenzo Vita, l'ex ministro Giovanna Melandri. Sul palcoscenico dell'Argentina Gabriele Lavia ha letto l'appello dell'Agis al Parlamento e al Governo, che e' stato firmato da migliaia di artisti e semplici cittadini; Giorgio Albertazzi ha recitato le ultime battute delle 'Memorie di Adriano', il maestro Gelmetti e un gruppo di orchestrali di vari complessi hanno eseguito l'ouverture del 'Barbiere di Siviglia'. Il Presidente dell'Agis, Vincenzo Francesconi, ha evidenziato "la scarsa attenzione e sensibilita' delle istituzioni verso le attivita' dello spettacolo , che rappresentano invece una risorsa strategica per il paese, sia in termini di crescita civile ed economica, che di visibilita' internazionale. I pesanti ritardi normativi, i continui tagli agli interventi pubblici, la inesistenza ancora di incentivi all'afflusso di capitale privato, hanno ormai indotto una situazione di forte crisi in un settore, che impiega circa 200 mila addetti". L'Agis chiede dunque - ha aggiunto Francesconi - che lo Stato recuperi "la tendenza progressivamente perduta all'investimento, adottando un coerente progetto di riforma del settore , sostenuto da adeguate risorse". Secondo l'Agis, da quando e' stato istituito (1985) il FUS (Fondo unico dello spettacolo) - ovvero i contributi dello Stato a musica, cinema e teatro - ha subito un decremento in termini di potere d'acquisto del 30 per cento: venti anni fa era di circa 363 milioni di euro oggi di 464 milioni circa. Per esporre le proprie ragioni e preoccupazioni, una delegazione del mondo dello spettacolo verra' ricevuta oggi a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta; domani dal vicepresidente della Camera, Publio Fiori, e giovedi' dal Presidente del Senato Marcello Pera. Rispondendo a domande di giornalisti, Fassino si e' detto pienamente d'accordo con l'appello dell'Agis: "L'Italia, che ha questo straordinario patrimonio di beni culturali e di risorse di creativita', ha bisogno di risorse maggiori, non di tagli. Usare il decreto 'tagliaspesa' per questo settore e' assurdo, poiche' non di spese si tratta, ma di investimenti. La cultura e' un fattore di crescita e di rilancio, cosi' avviene nelle nazioni piu' progredite".
ARTISTI IN PIAZZA A ROMA CONTRO TAGLI A FONDO UNICO DELLO SPETTACOLO
A Roma, l'Agis (Associazione Generale dello Spettacolo italiano) ha organizzato una giornata di protesta e di proposta per difendere il settore dello spettacolo contro i tagli ai contributi statali. I partecipanti, tra cui attori, registi, musicisti e professionisti del settore, hanno manifestato contro i pesanti ritardi normativi e la mancanza di incentivi per l'afflusso di capitale privato. L'Agis chiede al governo di recuperare la tendenza all'investimento e di adottare un progetto di riforma del settore sostenuto da adeguate risorse.
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