Torre Cardin, Clini affonda Ripa di Meana: «Questi signori Venezia la conoscono da qualche decennio (Carlo Ripa di Meana è stato alla Biennale, ministro dell'Ambiente, commissario europeo...) e quel panorama di camini e di fiaccole che avevano sotto il naso evidentemente non li disturbava come li disturba l'ipotesi di un palazzo con tecnologie». Così il ministro Corrado Clini respinge le accuse di Marina e Carlo Ripa di Meana di abuso d'ufficio per indebite pressioni sull'Enac affinché modifichi il suo parere negativo sul Palais Lumière. I coniugi Ripa di Meana sono due personaggi in cerca d'autore, simpaticoni insieme a tutti i loro compagni di viaggio, due nobili che per qualche decennio hanno vissuto con camini e fiaccole del petrolchimico sotto al naso e non se ne sono accorti. Chi ha detto questa frase? In realtà sono tre commenti diversi riuniti assieme perché il senso delle reazioni dei tre accusati da Marina Ripa di Meana e dal marito Carlo è identico. In ordine, ad ogni modo, la prima frase è del sindaco Giorgio Orsoni, la seconda del presidente del Veneto, Luca Zaia e la terza del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Tutti e tre respingono l'accusa dei Ripa di Meana: Orsoni ha avuto contatti con Enac ma non certo per fare pressione, Zaia dice che «con Enac non ho mai parlato in vita mia e non ho mai mandato nessuno per parlarci in nome e per conto mio», Clini chiude la faccenda spiegando che «è stata presentata un'ipotesi progettuale e ogni amministrazione competente dirà la sua». Per il resto i commenti dei tre amministratori, accusati di abuso d'ufficio dai Ripa di Meana perché avrebbero fatto pressioni indebite sull'Enac affmché modifichi il suo parere negativo sul Palais Lumière, sono tutti tra il serio e il faceto. Se i 255 metri della torre di Cardin superano di 110 metri le misure di sicurezza aeronautiche è un problema tecnico che risolveranno i tecnici. Zaia è fiducioso «altrimenti, se passasse questo principio restrittivo, dovremmo rinunciare a tante di quelle opere. E poi un aereo è una macchina complessa da guidare, e il tasso alcolimetrico dei piloti è zero, mi pare difficile che vadano a sbattere proprio contro la torre da 250 metri». II sindaco di Venezia si augura che «i tecnici Enac, che stanno lavorando, dicano un sì o un no ma risolvano la questione al più presto». E quanto a Raffaele La Capria, Vittorio Gregotti, Paolo Portoghesi e Salvatore Settis che criticano duramente il progetto Cardin assieme ai Ripa di Meana, «sono argomenti che probabilmente non conoscono neanche, mi piacerebbe che si confrontassero su cose serie». Se Gregotti vuole mandare il suo curriculum, ha aggiunto Zaia, «lo confrontiamo con quello di Pierre Cardin e vediamo che è più star dei due». E a proposito di cose serie, «il fatto che un investitore privato viene a Marghera e dice che investe importanti risorse e ci dice pure che il progetto dovrebbe essere autosufficiente dal punto di vista energetico, dotato di tecnologie avanzate per fonti rinnovabili, che mette a disposizione infrastrutture per mobilità sostenibile, e che tutto questo avvenga a Marghera, dove siamo impegnati ad attirare investitori privati che valorizzino quel territorio altrimenti molto precario, mi pare che sia solo positivo- afferma il ministro Clini -. Mi viene da dire che questi signori Venezia la conoscono da qualche decennio (Carlo Ripa di Meana è stato alla Biennale, ministro dell'Ambiente, commissario europeo...) e quel panorama di camini e di fiaccole che avevano sotto il naso evidentemente non li disturbava come li disturba l'ipotesi di un palazzo con tecnologie nuove». LE POSIZIONI Il fronte del no. Da Ripa di Meana a Italia Nostra Ieri i coniugi Ripa di Meana hanno incontrato i rappresentanti dell'informazione per spiegare come mai hanno deciso di presentare alla Procura della Repubblica di Roma, una denuncia penale per il presunto reato di abuso d'ufficio. In parole povere il presidente della Regione, Luca Zaia, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni e il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, avrebbero minato l'indipendenza dell'Enac. Marito e moglie, che nel corso della conferenza stampa hanno rivolto un appello ai parlamentari italiani perché vengano assunte iniziative conoscitive, e hanno annunciato che si batteranno «perché a Venezia non venga commesso un crimine culturale e ambientale», hanno confermato il parere critico degli architetti Vittorio Gregotti e Paolo Portoghesi, del critico storico Salvatore Settis e annunciata la solidarietà dello scrittore Raffaele La Capria. Sul fronte del no alla torre si era schierata anche Italia Nostra, che ha paventato la possibilità che l'Unesco tolga Venezia dai siti considerati patrimonio dell'umanità.
Venezia. Torre Cardin. Il ministro replica alle accuse
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini respinge le accuse dei coniugi Ripa di Meana di abuso d'ufficio per indebite pressioni sull'Enac affinché modifichi il suo parere negativo sul Palais Lumière. I coniugi Ripa di Meana accusano il ministro Corrado Clini di aver fatto pressioni indebite sull'Enac per modificare il parere negativo sul Palais Lumière. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, il presidente del Veneto Luca Zaia e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini respingono le accuse dei coniugi Ripa di Meana. Il ministro Clini spiega che è stata presentata un'ipotesi progettuale e che ogni amministrazione competente dirà la sua.
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