Carlo e Marina si scagliano contro il progetto dello stilista e denunciano Clini, Zaia e Orsoni Amministratori accusati «di pressioni sull'Enac per ottenere una deroga ai parametri per la sicurezza aerea» «Daremo battaglia in ogni modo possibile e fino all'ultimo, le persone che abbiamo denunciato lo tengano bene a mente». Carlo e Marina Ripa di Meana danno una nuova, decisa sferzata alle polemiche che da mesi ruotano intorno al controverso progetto di costruzione del Palais Lumière di Pierre Cardin a Maghera, comune di Venezia. Venerdì, i celebri coniugi hanno presentato una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Accusati, si legge nel documento, «di esercitare una pervicace e costante pressione sull'Enac e sul suo Presidente per ottenere una deroga ai parametri previsti per la sicurezza aerea e per la pubblica incolumità». L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha infatti, ad oggi, dato parere negativo al grattacielo concepito dal couturier parigino. Immaginato in un'area che dista 8 chilometri dall'aeroporto Marco Polo, secondo la normativa vigente non dovrebbe superare i 145 metri d'altezza, mentre il progetto ne prevede ben 110 in più: 256 metri. Questo vincolo potrebbe però essere derogato nel momento in cui, mediante modello aeronautico, venga dimostrato un basso rischio. La denuncia presentata da Carlo e Marina Ripa di Meana prende in esame alcune dichiarazioni rilasciate dai tre rappresentanti politici in occasione della presentazione del progetto di Cardin alla Biennale d'Architettura di Venezia. Interventi che, si legge ancora nelle carte depositate alla Procura della Repubblica, «costituiscono un'indebita intromissione e pressione sulle valutazioni che l'Enac dovrebbe liberamente effettuare». Secondo i Ripa di Meana che allegano alla denuncia sei articoli di giornale riportanti «autorevoli pareri contrari» al progetto del Palais Lumière, tra i quali uno apparso il 31 agosto sul Gazzettino a firma Franco Miracco (ministero dei Beni Culturali) il comportamento tenuto dagli uomini di governo «potrebbe concretare l'ipotesi del reato di "abuso d'ufficio" previsto dall'art. 323 del codice penale». E dalla sede di Italia Nostra, la coppia lancia la sfida: questa torre non s'ha da fare. «Dopo il no dell'Enac si sono inventati questa mostra fotografica alla Biennale dicendo a tutti che non c'è alcun problema, che la deroga arriverà certamente, la torre si farà accusa Carlo Ripa di Meana E' una cosa di una gravità inaudita e per questo chiediamo alla Procura di indagare su quello che ipotizziamo essere un reato. Gli ingegneri dell'Enac si sentono addosso il morso del potere, noi non lo accettiamo». E ancora: «E' grave che si utilizzino le preoccupazioni di fondo della società italiana, crisi e mancanza di lavoro, per far passare un progetto così oneroso. E se i soldi dovessero venire a mancare in corso d'opera? A Caracas racconta l'ex-ministro e commissario europeo c'è un grattacielo mai terminato occupato dagli squatter venezuelani in condizioni di degrado spaventoso, simbolo dell'impudenza affaristica e speculativa». «Siamo pronti a tutto promette Marina Ripa di Meana Venezia è il mondo, è patrimonio dell'umanità tutta e non permetteremo che venga deturpata. Andremo fino in fondo». LE REAZIONI I "denunciati" non sembrano essere preoccupati e minimizzano la vicenda «Simpatica coppia in cerca di notorietà» I coniugi Ripa di Meana insistono: per loro c'è abuso d'ufficio nelle pressioni che il ministro Clini, il governatore Zaia e il sindaco Orsoni avrebbero esercitato, e continuerebbero ad esercitare, sull'Enac perché cambi il parere negativo sul Palais Lumière che Pierre Cardin vuole costruire. Lo hanno ribadito confermando anche le critiche di La Capria, Gregotti, Portoghesi e Settis. I tre denunciati non perderanno il sonno per questo, negano di aver fatto alcuna pressione, difendono la bontà del progetto dello stilista italo-francese, e stemperano la questione con qualche battuta su Marina e Carlo Ripa di Meana che hanno presentato formale denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. «Sono personaggi in cerca d'autore, che non avendo più nessuna missione, cercano in qualche modo di darsi un rinfresco di notorietà, su argomenti che probabilmente non conoscono neanche» dice Giorgio Orsoni. E Luca Zaia lo segue a ruota giudicando i coniugi «due simpaticoni assieme a tutti i loro compagni di viaggio. Le risorse che hanno potrebbero usarle per fare beneficenza e non per queste cose». Il ministro Clini, infine, si stupisce come due personaggi che conoscono Venezia da vari decenni (Carlo è stato anche alla Biennale, ministro dell'Ambiente e commissario europeo), abbiano avuto sotto gli occhi il panorama di camini e fiaccole del petrolchimico ma disturbi l'ipotesi di un palazzo ecologico e con tecnologie nuove». e.t.
Venezia. Torre Cardin, siluro dei Ripa di Meana
Carlo e Marina Ripa di Meana hanno presentato una denuncia formale alla Procura della Repubblica di Roma contro il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusandoli di pressioni sull'Enac per ottenere una deroga ai parametri per la sicurezza aerea e per la pubblica incolumità per il progetto di costruzione del Palais Lumière di Pierre Cardin a Maghera, comune di Venezia. L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha dato parere negativo al progetto, che prevede un'altezza di 256 metri, superiore ai 145 metri previsti per l'area.
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