A Portici c'è una magnifica Reggia e ora è finalmente aperta al pubblico, per dieci giorni di seguito per ospitare una mostra antiquaria di livello internazionale. Una Reggia che è la madre di tutte le ville vesuviane, e che per un secolo è rimasta chiusa, nascosta, quasi che non si trattasse di uno dei più importanti monumenti di tutta la Campania, quasi che fosse semplicemente la sede della facoltà di Agraria dell'università Federico II. Dunque, una doppia sopresa: dopo decenni di attesa la Reggia di Portici, di proprietà della Provincia, riapre al pubblico. Dal 20 al 30 marzo, infatti, il Palazzo Reale che Carlo III di Borbone nel 1738 volle costruire per poter seguire da vicino gli scavi archeologici di Ercolano, ospiterà la prima edizione della Mostra Nazionale di Antiquariato, promossa dall'Associazione napoletana antiquari e dalla Provincia e patrocinata dalla Regione e dal Comune di Portici. Un appuntamento di rilievo internazionale: «Riportiamo l'alto antiquariato a Napoli - spiega il presidente dell'Associazione napoletana antiquari, Raffaele Chietti - con un evento di rilievo assoluto. È prevista la partecipazione di 50 espositori, tra i quali ci sono i più grossi nomi dell'antiquariato italiano e prestigiosi ospiti stranieri». Antiquariato nobile, dunque. Antiquariato reale: «Proprio così - conferma Chietti - e in questo senso la Reggia di Portici costituisce la sede ideale: è un sito di grande prestigio, che rende l'idea della bellezza e della regalità». Ma la mostra è anche un segnale della volontà concreta di restituire alla Reggia di Portici il suo ruolo di patrimonio storico, artistico e culturale: non a caso l'evento cade in un periodo nel quale si stanno definendo i dettagli della delocalizzazione della Facoltà di Agraria. L'università sta infatti cercando un edificio che si trovi nelle immediate vicinanze della Reggia, per trasferirvi i laboratori ed altre attività didattiche, liberando così il piano nobile che verrà destinato ad attività espositive, museali e congressuali. Un modo per salvare l'intero complesso: la Reggia tornerà ad essere un museo e la Facoltà di Agraria resterà a Portici. Il presidente della Provincia Amato Lamberti ha annunciato un investimento di circa 20 milioni di euro per ristrutturare il Palazzo Reale. E il preside della Facoltà di Agraria, Alessandro Santini, commenta: «La mostra è un primo momento importante di apertura della Reggia. Per quanto riguarda la delocalizzazione, speriamo di concludere l'operazione in tempi brevi». Un auspicio condiviso dalla commissione straordinaria che governa il Comune di Portici, guidata dal prefetto Gaetano Piccolella: «È un'iniziativa interessantissima - sottolineano i commissari - che serve a far conoscere la splendida Reggia. Portici deve riacquistare il suo ruolo turistico: non a caso abbiamo presentato alla Provincia un programma per realizzare tre banchine turistiche nel porto del Granatello e per ristrutturare la palazzina Montecatini e tutto lo spazio circostante».