THIESI. Attraversando il Meilogu lungo la 131 non si possono non notare due monumenti naturali di rara bellezza: il profilo a mesa del Monte Santo e l'ampio tavolato basaltico di Monte Pelao, prodotti del vulcanesimo terziario-quaternario e ben raffigurati da una storica incisione del Cominotti del 1827. Ebbene, il secondo di questi rischia di ospitare nella sommità ben trenta turbine da 90 metri a seguito dell'interesse di Edens S.p.a (gruppo Edison) di realizzarvi un parco eolico. Dopo un incontro preliminare (scoping) svoltosi nei primi mesi del 2012 alla presenza dei sindaci del territorio, sembrava che tale progetto avesse la strada sbarrata per diverse motivazioni da ricercare negli scarsi benefici per le comunità e nell'interesse archeologico del sito: Pelao è infatti inserito nell'elenco dei monumenti naturali sardi come da legge regionale 3189. Ma, come sostenuto dallo speleologo Corrado Conca, conosciuto per i suoi lavori editoriali sui vulcanismi locali, «per una probabile superficialità di chi ha rappresentato il rilievo sulle carte, è stato delimitato il solo cono effusivo (Monte Mannu) e non l'intero tavolato. Certo è che il concetto di "paesaggio" stesso è da intendersi in forma estesa, non puntiforme come vorrebbe far intendere la Edison». Che recentemente ha infatti annunciato di aver presentato domanda per l'attivazione della procedura della valutazione di impatto ambientale (Via). «Non siamo per niente stupiti - dichiara Giuseppina Ledda, sindaco di Siligo -. È chiaro che dovevano riprovarci nonostante le indicazioni dello scoping. In ogni caso conoscono già da allora la nostra posizione e continueremo ad opporci anche perché non siamo disposti a farci smembrare il territorio dal cavidotto che dal monte dovrebbe arrivare fino alla sottostazione di Paule». E nonostante Edens sostenga che «l'impatto estetico percettivo è stato ridotto grazie alla scelta di un lay-out delle macchine il più possibile in armonia con il paesaggio», per Ledda le pale «si vedrebbero persino da Alghero». Pale che comunque invaderebbero le parti del monte ricadenti nei soli territori di Bessude, Borutta e Thiesi. Per Gianfranco Soletta è «una decisione che ci lascia perplessi. Tuttavia pensiamo che questo progetto non si farà e potremo ricorrere a consultare la popolazione». Niet anche da Borutta, che da tempo ha avviato le procedure per definire Pelao sito di interesse comunitario. Nella grotta di Rocca Ulari vive infatti una colonia di pipistrelli costituita da ben 6 diverse specie. Inoltre Pelao è zona di caccia per l'aquila reale presente nel territorio di Banari. Presa di posizione anche del Gruppo di intervento giuridico e degli "Amici della terra" che, definendo la Sardegna «terra promessa della speculazione eolica» hanno inoltrato un atto di intervento con "osservazioni" nel procedimento di Via al Servizio regionale valutazione impatti, informando il Ministero dell'ambiente di ciò che sta accadendo. Ma tutto si giocherà entro fine settembre, termine entro il quale scadranno i 60 giorni dalla presentazione dell'istanza. Elemento che, secondo Conca, rischia di essere sottovalutato.
Le pale eoliche minacciano il profilo del Monte Pelao. Esplode la protesta degli ambientalisti contro l'ipotesi di una centrale tra i siti di interesse geologico del Meilogu
Il parco eolico da 90 metri di Edens S.p.a. (gruppo Edison) sul Monte Pelao in Sardegna è stato oggetto di un incontro preliminare con i sindaci del territorio. Il progetto è stato inizialmente bloccato a causa degli scarsi benefici per le comunità e dell'interesse archeologico del sito. Tuttavia, secondo lo speleologo Corrado Conca, il cono effusivo del Monte Mannu è stato delimitato e non l'intero tavolato. La Edison ha annunciato di aver presentato domanda per l'attivazione della procedura della valutazione di impatto ambientale (Via).
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