La giunta ha approvato la vendita Il gioiello all'interno di Villa Borghese. La delibera autorizza l'alienazione del patrimonio residenziale, tra cui 370 abitazioni oltre a 18 terreni e altri 210 immobili tra negozi e uffici di GIULIA CERASI Campidoglio, va all'asta la Casina Valadier La giunta ha approvato la vendita La casina Valadier, all'interno di Villa Borghese Ormai è ufficiale. La Casina Valadier sarà messa all'asta. Il gioiello progettato dall'architetto romano e immerso nel verde di Villa Borghese è uno degli edifici che il Comune ha deciso di mettere in vendita. Mercoledì scorso, infatti, la giunta capitolina ha approvato la delibera, propedeutica al bilancio previsionale 2012 attualmente in discussione in consiglio comunale, con cui autorizza l'alienazione del patrimonio residenziale e non di proprietà dell'amministrazione. La lista è lunghissima: circa 370 abitazioni a cui si aggiungono 18 terreni e altri 210 tra negozi, depositi, uffici, garage, ristoranti, botteghe e persino pompe di benzina. Un vero e proprio tesoretto da cui il Campidoglio spera di ricavare circa 230 milioni di euro. Quelli che non sono entrati nelle casse del Comune, mai vuote come quest'anno, dalla vendita del 21 delle azioni di Acea. Sfumata la privatizzazione della multiutility di piazzale Ostiense dopo tre mesi di battaglia in assemblea capitolina, il sindaco Alemanno e la sua giunta hanno dovuto trovare un escamotage per recuperare soldi per gli investimenti. E, con il beneplacito dell'opposizione, hanno deciso di mettere in vendita i gioielli di famiglia. Oltre alla Casina Valadier, su cui già si registra l'opposizione di Italia Nostra e dell'Udc capitolino, nell'elenco compaiono l'Osteria dell'Orso, la Biblioteca della Siae in via del Sudario, numerose botteghe di via dei Giubbonari, Borgo Pio, via di Tor di Nona. Poi ristoranti a Trastevere, appartamenti in pieno centro storico (da piazza Trilussa, a via Giolitti, da via del Colosseo a corso Rinascimento) così come in periferia (via Casal del Marmo, via di Tor Pagnotta, via Appia Pignatelli e via di Acqua Acetosa Ostiense, tra le altre). E, per finire, l'edificio dell'ex colonia montana del Terminillo e l'edificio che ospitava l'Ipab (Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) a Grottaferrata. Tutti gli immobili, ad accezione di quelli classificati come "negozi storici", verranno messi all'asta col valore di mercato, ma i residenti e i titolari di attività potranno esercitare il diritto di prelazione. Agevolazioni sono previste per le "fasce deboli": chi ha più di 70 anni potrà acquistare la sola nuda proprietà, così come condizioni particolari sono riservate a chi ha un reddito inferiore ai 27mila euro l'anno. Il Comune si è anche messo al riparo dalle speculazioni vietando di rivendere gli appartamenti prima di 5 anni.