Presentato il bando per la manutenzione del ponte I lavori dovranno essere conclusi nell'arco di tre anni Cartelli degli sponsor più sobri, spesa di circa cinque milioni In cambio anche Ducale e Casinò per organizzare eventi VENEZIA. Questa volta il motto è "sobrietà ragionevolezza". O per meglio dire "abbiamo imparato la lezione". Di certo il nuovo bando per la ricerca di uno sponsor che "consenta" di restaurare il Ponte di Rialto, è stato vagliato punto per punto. Insomma, l'intenzione è quella di spiegare bene il progetto, di gestirlo il più possibile e di dare - nell'eventualità - spazio adeguato e riconosciuto al potenziale sponsor che decida di impegnarsi, anche offrendo per almeno una volta Piazza San Marco per un evento. Del resto quest'ultimo tirerà fuori di tasca propria cinque milioni di euro. Non proprio spiccioli visti i tempi. E così ieri dopo sì della Giunta, l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, ha illustrato i termini dei bando non prima di aver ringraziato la Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici e la Direzione regionale dei Beni Culturali. .Si tratta di un'operazione complessa - ha detto - che ci consente di partire con un obiettivo preciso e così sarà in futuro anche per il Ponte dell'Accademia. Con il bando per Rialto cerchiamo un finanziatore che avrà l'onore e l'onere di partecipare al progetto». Il pensiero va alla "manifestazione di interesse" che, nei mesi scorsi, pare sia giunta a Ca' Farsetti da Renzo Rosso, l'imprenditore bassanese titolare della Diesel. Ovviamente l'argomento è top secret e lo stesso Maggiori ha glissato: «Chiunque ritenga di essere interessato potrà partecipare al bando». Ed è stato lo stesso Maggioni ha tracciare le linee base del bando che sarà disponibile entro settembre e che dopo 60 giorni, e quindi a novembre, di fronte ad un eventuale interesse, potrà partire con il suo iter burocratico. «A quel punto - ha spiegato Maggioni - avremo 12 mesi per il progetto di restauro che sarà, e lo voglio sottolineare, tutto a carico del Comune. Poi occorreranno almeno sei mesi per l'appalto e trovare l'impresa esecutrice. Dal 'via libera" occorranno 18 mesi di lavoro. In tre anni contiamo di concludere, salvo sorprese, l'operazione Rialto». Nel merito, il bando, proprio perchè si parla di pubblicità e di maxi affissioni sui monumenti, sarà curato in tutti i suoi aspetti dalla Venezia Marketing Eventi. «Le affissioni - ha spiegato Fabrizio D'Oria, coordinatore di Vme - dureranno solo per l'arco dell'intervento. Non vi sarà alcun intralcio al traffico pedonale e alla navigazione. Le pubblicità, che riguarderanno lo "sponsor unico" del progetto, non potranno superare il 33 per cento del Ponte ovvero 120 metri quadrati e si opererà secondo le quattro tranche del piano di restauro. Si sposterà il cantiere e conseguentemente anche la pubblicità. Solo nelle aree pertinenti alla zona dell'intervento, vi potrà essere un'estensione degli spazi pubblicitari fino a 180 metri quadrati. Tutti i bozzetti pubblicitari, prima di essere affissi, saranno opportunamente vagliate da una commissione composta da Comune, Vme e Soprintendenza». Insomma, si vogliono evitare le polemiche planetarie che accompagnarono i cartelloni in Piazza San Marco. E di certo, di fronte ad uno sponsor che garantirà i lavori per cinque milioni di euro, il Comune in qualche maniera, dovrà fare "ponti d'oro". E forse qui ci sarà da discutere. «Sono pronto a chiarire una volta di più la posizione di Ca' Farsetti - aggiunge Maggioni - ma vorrei anche che si capisse che chiunque tirerà fuori 5 milioni di euro, dovrà avere anche un riconoscimento in termini promozionali». Ed è presto detto. Il futuro "finanziatore" potrà godere di qualche "gioiello di famiglia". Argomento delicato perchè il bando mette sul piatto della bilancia l'opportunità che lo sponsor possa fare pubblicità nell'arco di tre anni sui vaporetti; addobbare un imbarcadero Actv (per 14 giorni all'anno), avere a disposizione la possibilità di organizzare eventi alla Fenice eo al Malibran; utilizzare quattro volte Ca' Vendramin Calergi per attività di rappresentanza o eventi; due volte Palazzo Ducale e una volta, garantendo la fruibilità pubblica, anche di Piazza San Marco. «L'obiettivo - ha spiegato Maggioni - sarà quello di non puntare ad una formula invasiva facendo ben attenzione alle iniziative promozionali messe in campo».