Oggi a Roma grande manifestazione per reclamare maggior attenzione da parte del governo con i rappresentanti del cinema, dell'opera, del teatro, della danza: le orchestre dell'Opera e di Santa Cecilia terranno un concerto congiunto II mondo dello spettacolo scende in piazza per una mobilitazione che rimanda ad un ricordo lontano, la grande manifestazione romana del febbraio 1949 quando i grandi artisti dell'epoca, in testa la Magnani e De Sica, stretti attorno al leader sindacale Di Vittorio, reclamarono aiuti e attenzione per il nostro cinema. Questa mattina sempre a Roma in piazza del Pantheon, non ci saranno solo i cineasti, ma anche i rappresentanti di teatro, musica, danza, spettacoli viaggianti, tutti ugualmente preoccupati del proprio futuro. Molti gli artisti attesi e in programma che un momento di spettacolo, con un concerto congiunto delle orchestre di Santa Cecilia e del Teatro dell'Opera. L'appuntamento di oggi indetto dall'Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) intende richiamare l'attenzione sui problemi del settore, derivati dai continui tagli sull'intervento pubblico e dalla mancanza di normative adeguate. Un anno fa-ricorda Alberto Francesconi, presidente dell'Agis-lanciammo la Vertenza Cultura, denunciando una situazione di grande precarietà per tutto il comparto: ebbene, a distanza di dodici mesi, le cose si sono ulteriormente aggravate. «La Finanziaria 2005 ha decurtato il Fus di 36 milioni' di euro, la cifra a disposizione di tutto lo spettacolo, 464 milioni, è inferiore a quanto la Francia stanziaper il solo Centro Nazionale di Cinematografia. E mentre in Spagna gli investimenti per la produzione di film sono raddoppiati, da noi si continua a tagliare, come se per lo Stato l'intervento pubblico nella cultura fosse una spesa e non un investimento. L'Agis e le altre associazioni che aderiscono alla nostra iniziativa sono, invece, assolutamente convinte del contrario ovvero che i Beni culturali rappresentino il care business della nostra economia, creano posti di lavoro, favoriscono la crescita del turismo, in poche parole sono il futuro del paese». Nei giorni scorsi l'Agis ha incontrato il ministro Urbani: dal titolare dei Beni Culturali sono giunte risposte soddisfacenti? «Urbani, che in un recente intervento alla Commissione Cultura della Camera si è detto preoccupato in particolare per la situazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, ha assicurato che fondi aggiuntivi per lo spettacolo arriveranno, già entro marzo. L'Agis ritiene che questi fondi vadano distribuiti fra tutti i settori, non privilegiandone alcuno ed evitando d scatenare una guerra fra poveri». Ma non è solo una questione di risorse; si tratta di stabilire una coscienza ci vile dello spettacolo, di imporre un codice comportamentale per il settore, evitando il consueto balletto dei tagli e degli aggiustamenti, ma soprattutto di fissare una serie di regole di facile comprensione ed agile applicazione, affinché le imprese del settore possano essere messa nella condizione di lavorare al meglio. Servono normative: è assurdo che lo spettacolo dal vivo ancora non abbia una legge quadro di riferimento. Direi che interventi di questo tipo sono prioritari perfino rispetto ad un adeguamento delle risorse. «L'esecutivo - conclude Francesconi- ha più volte insistito sulla necessità di un intervento del capitale privato nel settore, ma tutto ciò è realizzabile solo a patto di una effettiva defiscalizzazione degli interventi ed è prevedibile in comparti dove c'è sviluppo e crescita: chiediamo semplicemente di essere messi in queste condizioni».