Il Campidoglio rischia di incassare 18 milioni in meno del previsto. Lunedì scade la seconda rata Tassa dimezzata per case e palazzi di pregio ma non esiste un albo Una legge dello Stato che concede uno sconto del 50 sull'Imu dovuta dai proprietari degli immobili storici potrebbe comportare un doloroso buco finanziario per il Comune. Si parla di una cifra attorno ai 18 milioni di euro, tanti quanti il Campidoglio dovrebbe incassarne a giorni con la scadenza della seconda rata dell'imposta. Il problema è tanto più serio poiché non esiste un elenco ufficiale di questo tipo di costruzioni, che vengono certificate dal ministero dei Beni culturali o dalle singole sovrintendenze. Ma non è difficile immaginare che a Roma il numero sia molto ampio. Quindi l'amministrazione, nel calcolare il gettito Imu, è costretta a andare per approssimazioni: si presume che gli immobili storici in città siano circa ottomila, ma si teme siano molti di più. L'anomalia è stata denunciata dal consigliere comunale del Pdl Fabrizio Santori che ha chiesto chiarimenti al Dipartimento Risorse Economiche del Campidoglio. C'è un buco nero nei conti dell'Imu a Roma, intorno al quale ballano circa 18 milioni di euro: una cifra pari, praticamente, all'intero incasso che il Campidoglio presume di ottenere dalla seconda rata dell'Imu, in scadenza lunedì. A creare l'incertezza - non da poco, vista la situazione delle finanze di Palazzo Senatorio - è una legge dello Stato che concede uno sconto secco del 50 per cento, sull'imposta, a favore dei proprietari degli immobili storici. Con un serio problema: non esiste alcun elenco ufficiale di questo tipo di costruzioni, che vengono certificate dal ministero dei Beni culturali o dalle singole sovrintendenze. Quindi l'amministrazione, nel calcolare il gettito Imu, è costretta a andare per approssimazioni: si presume che gli immobili storici in città siano circa ottomila, ma si teme siano molti di più. A mettere in luce questa anomalia è stato Fabrizio Santori, consigliere comunale Pdl e presidente della commissione capitolina sicurezza. In estate ha scritto al direttore del dipartimento risorse economiche, Pasquale Pelusi, chiedendo «un'elencazione degli edifici storici di proprietà privata siti sul territorio capitolino, indicando, possibilmente, quali di questi risultino produttivi di reddito e, altresì, il complessivo gettito Imu previsto per tali immobili». Un quesito al quale gli uffici dell'amministrazione comunale, a causa della complessità della legge e del setto-re, non sono in grado di fornire una risposta precisa. La ragioneria chiede informazioni al ministero, ma senza successo: «Non esistono elenchi informatizzati degli immobili sottoposti al vincolo, per cui non risulta possibile una ricognizione esatta ed esaustiva del fenomeno», mette nero su bianco il direttore Pelusi. Anche perché sono soltanto a singoli proprietari a possedere i documenti che definiscono di valore storico una singola unità, indipendentemente che sia destinata ad abitazione o ad altri utilizzi. Addirittura con le vecchie dichiarazioni Ici, osserva Pelusi, «il contribuente poteva barrare una apposita casella per dichiarare la storicità dell'immobile». In attesa che, poi, qualcuno mettesse in campo eventuali controlli. Il dipartimento capitolino si basa quindi su stime legate alle vecchie dichiarazioni Ici, fissando in ottomila il numero presunto di immobili storici ma ammettendo che questi dati «risultano certamente non esaustivi» nonché «privi di riscontri oggettivi». Calcolando i gettiti medi da prima e seconda casa a Roma, comunque, già con ottomila immobili «scontati» si arriva a un mancato incasso, per le casse capitoline, di circa 18 milioni di euro. Ma non è escluso che, alla fine dei conti, la situazione si riveli ancora peggiore. «È incredibile che non vi siano controlli e che i proprietari di immobili storici godano di uno sconto così elevato - commenta Santori - In questo modo, peraltro, boutique di lusso nel centro storico rischiano di pagare imposte più basse di quelle a carico dei proprietari di modesti appartamenti in periferia, magari già gravati da mutuo».
Roma. Imu, il buco degli immobili storici
Il Campidoglio di Roma rischia di incassare 18 milioni di euro in meno del previsto a causa di una legge dello Stato che concede uno sconto del 50% sull'Imu ai proprietari degli immobili storici. La legge non prevede un elenco ufficiale degli immobili storici, quindi l'amministrazione comunale è costretta a fare approssimazioni. Si stima che gli immobili storici in città siano circa ottomila, ma si teme che siano molti di più. Ciò comporterebbe un gettito Imu inferiore di circa 18 milioni di euro. Il problema è stato denunciato dal consigliere comunale del Pdl Fabrizio Santori, che ha chiesto chiarimenti al Dipartimento Risorse Economiche del Campidoglio.
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