Il comitato "Cruise Venice" riporta alcuni studi: «Le onde? Colpa dei piccoli natanti» Affermazioni destituite di ogni fondamento scientifico e tecnico sul presunto danno delle navi da crociera alla città, dichiarazioni che incautamente mettono a rischio un comparto prezioso dell'economia turistica locale. Questa la posizione del Comitato Cruise Venice che mette le mani avanti, probabilmente, anche sulla manifestazione di domani organizzata contro il passaggio delle navi "incompatibili" in bacino San Marco. Il Comitato sottolinea che il segmento produttivo è in ottima salute e dà lavoro a Venezia a oltre 5500 occupati diretti, che raddoppiano se si considera anche l'indotto. La preoccupazione è che «dichiarazioni profuse sullo slancio emotivo di alcuni eventi eccezionali e relative psicosi, quali il naufragio della Costa Concordia e di sofferenze meramente estetiche rischiano di creare danni irreparabili al traffico crocieristico ed ai posti di lavoro ad esso connessi». Secondo Cruise Venice tutti gli studi e le misurazioni effettuati da Università Ca' Foscari, Iuav, Università di Padova, Cnr e Arpav «hanno documentato come i presunti problemi di incompatibilità di Venezia con il traffico crocieristico siano imputabili ad una scarsa conoscenza della realtà». E aggiunge una considerazione sul moto ondoso, provocato più dal traffico di piccoli natanti, barche da trasporto, motoscafi, trasporto pubblico piuttosto che dalle navi da crociera, che producono un movimento "morbido e progressivo come il flusso di marea". Massimo Bernardo, presidente del Comitato, dichiara che l'inquinamento dell'aria provocato dai fumi dei camini è diminuito, grazie all'impiego di carburanti con un contenuto di zolfo più restrittivo e punta l'attenzione sul futuro, nel segno del cold ironing, alimentazione elettrica da terra, che abbasserà ulteriormente le emissioni. «Accogliere e promuovere il traffico crocieristico a Venezia - conlude - rappresenta un'opportunità e non un danno per la città stessa. Un capitale non solo economico, ma di professionalità da tutelare».