«Solo nelle aree interne eliminato il divieto assoluto di inedificabilità» NAPOLI È intitolato «Salviamo la Costiera Sorrentino-Amalfitana» l'«appello per fermare l'ultimo assalto al territorio della Campania tentato dalla giunta regionale». Decine di intellettuali mettono sotto accusa il disegno di legge intitolato «Norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio in Campania per l'attuazione della pianificazione paesaggistica regionale ai sensi dell'articolo 135 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42» approvato dalla giunta regionale e destinato a passare al vaglio del consiglio martedì. Secondo i firmatari dell'appello, a dispetto del titolo, il provvedimento «avrà conseguenze gravissime su un territorio fragilissimo, già martoriato da decenni di illegalità, di abusivismo, di incuria, ma che nonostante tutto conserva ancora aree preziosissime, tra le quali spicca, anche per il suo valore simbolico, la Costiera Sorrentino-Amalfitana». Un attacco molto duro, che tuttavia non coglie impreparato Marcello Taglialatela, assessore regionale al ramo. Assessore Taglialatela, si aspettava critiche così severe? «Non mi stupiscono, ma sono sbagliate. Per la prima volta, e non è poco, introduciamo una norma che costringerà le amministrazioni locali, le Province, le Soprintendenze, le Autorità di bacino, ad adottare strumenti di pianificazione paesaggistica. Comunque, la nostra aspirazione e il convincimento che ci ha ispirato è che si possa pianificare a volumetrie zero». Eppure gli ambientalisti parlano del «nefasto regime derogatorio del piano casa della Campania che acquista direttamente efficacia nel cuore dell'ecosistema e del paesaggio della Penisola, mutilando irreversibilmente». Cosa replica? «Noi pensiamo alla possibilità di ristrutturazioni, mai all'aumento delle volumetrie. Quanto al piano casa, con questa norma non c'entra nulla. Comunque, quello ormai è legge nazionale, è stato convertito con il penultimo decreto per lo sviluppo. Quindi è una normativa sulla quale non solo la Regione Campania, ma tutte le Regioni non hanno competenza». Non sono leggi nazionali anche quelle che regolano i vincoli? Insomma, una normativa regionale non può superarli: è così? «Assolutamente sì. Né siamo tanto ingenui da varare una normativa in contrasto con quella dello Stato su una materia in cui c'è appunto un regime di concorrenza tra normativa statale e regionale. Del resto, non abbiamo fatto nulla senza prima sottoporlo al vaglio dell'ufficio legislativo del ministero dei Beni culturali. Il testo base è scaturito dal protocollo d'intesa approvato nell'ottobre 2010, nel quale il Mibac e la Regione si impegnavano a superare il commissariamento sostanzialmente terminato nel 2004. Poi è andato all'attenzione della giunta e della commissione urbanistica, ma è stato anche controllato che gli emendamenti della commissione fossero coerenti con la normativa che ispira il protocollo. Inoltre abbiamo compiuto ogni passo in condivisione con la Direzione regionale dei Beni culturali». Quindi è immotivato il timore di condoni di fatto? «Mai immaginato che questa norma consenta condoni surrettizi. Inoltre quella sarebbe materia urbanistica, qui si parla di pianificazione paesaggistica». Però sa, assessore, con quello che è accaduto a Ischia. Lì la Regione ha preso le parti degli abusivisti. «Assolutamente non c'entra, nemmeno di striscio. Anzi, a fine luglio, per evitare equivoci e immaginando che si sarebbe scatenata la protesta degli intellettuali, ho mandato il testo della legge con una lettera di accompagnamento a tutti i direttori dei giornali italiani, alle associazioni ambientaliste, alle università, a coloro che hanno competenza in materia. Nella lettera a tutti ho scritto: guardate, leggete, prima di scatenarvi in valutazioni polemiche». Che però puntualmente sono arrivate. L'appello cono il disegno di legge parla di assalto al territorio soprattutto in Penisola Sorrentina. Non c'è proprio nulla di vero? «Forse è possibile che ci sia stato un equivoco. D'accordo con il ministero, abbiamo deciso di diversificare, perché in precedenza c'era stato un errore. Così in pezzi di Comuni dell'area pianeggiante per esempio Angri, Santa Maria la Carità, Scafati, Nocera si intende eliminare il divieto assoluto di edificabilità. Quelle sono aree che non ha senso accomunare alla Penisola Sorrentina-Amalfitana. Me lo lasci dire, io sono originario di Amalfi, non farei mai qualcosa che danneggi quel territorio. E comunque non sarebbe possibile superare i vincoli nazionali». Assessore, quindi che ne pensa dell'appello contro la legge in via di approvazione? E' soltanto un errore? «Mah, non so se semplicemente non hanno letto il testo, se si tratta di un errore o se hanno voglia di fare polemiche infondate».