Il governo prepara un disegno di legge per fissare un tetto alla cementificazione Un'Italia troppo costruita. E il governo dei tecnici sceglie di dire basta. «Negli ultimi 40 anni è stata cementificata un'area pari a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna» è l'allarme lanciato dal premier Monti. Così il Consiglio dei ministri ha varato un disegno di legge per porre un tetto alla cementificazione. Secondo l'Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale) ogni giorno sono strappati alla natura 100 ettari. Forse immaginando le possibili resistenze, il ministro delle Politiche agricole Mario Catania lo dice senza aspettare la domanda: «Non è un provvedimento contro l'edilizia». E il premier Mario Monti lo difende fin da adesso, dicendo che «forse andava inserito del decreto salva Italia» visto che «negli ultimi 40 anni è stata cementificata un'area pari alla grandezza di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna». Le norme per la «valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo» sono state approvate dal Consiglio dei ministri seguendo il percorso normale, quello del disegno di legge. Niente decreto legge, subito in vigore, come pure si era pensato visto il poco tempo che resta prima della fine della legislatura. Con il risultato che l'approvazione finale sarà possibile, riconosce lo stesso Catania, «solo con l'esame in sede deliberante» cioè direttamente in commissione e senza passare dall'Aula. Un'ipotesi tutt'altro che scontata. Ma al di là dei tempi le norme sono importanti, anche coraggiose. Per la prima volta viene fissato un limite di legge alla cementificazione. Seguendo il modello della Germania, ogni dieci anni un decreto fisserà d'estensione massima di superficie agricola edificabile nazionale», cioè la quantità di terreno coltivabile che può essere cementificata. Viene poi introdotto il divieto di mutamento di destinazione: i campi per i quali sono stati concessi aiuti di Stato o europei non possono essere usati in modo diverso per cinque anni. Un passaggio ammorbidito rispetto alla formulazione originaria. Non solo perché gli anni di divieto erano dieci ma perché nella prima versione non erano permesse nemmeno le attività parallele, come la produzione e la vendita dei prodotti agricoli, adesso consentite. Il terso punto è il più tecnico ma anche il più importante. Viene cancellata la possibilità di utilizzare i cosiddetti oneri di urbanizzazione per le spese correnti degli enti locali. Cosa vuol dire? Fino a qualche anno fa, quando un Comune rilasciava un'autorizzazione a costruire, l'impresa edile doveva pagare una somma che il Comune poteva usare solo per portare in quella zona i servizi, come la luce o i trasporti. Nel 2007 la norma è stata cambiata, consentendo ai sindaci di usare quei soldi anche per le spese correnti. Così, volontariamente oppure no, è stato costruito un formidabile incentivo al rilascio delle licenze edilizie, e gli oneri sono diventati un modo per fare cassa o almeno per rispondere ai tagli dei trasferimenti dallo Stato. Il disegno di legge del governo torna all'antico: quei soldi vanno usati solo e soltanto per portare i servizi nei nuovi quartieri. L'Anci l'associazione dei Comuni condivide l'obbiettivo ma si lamenta del metodo: «Siamo stanchi dice Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno di leggere proposte che riguardano i nostri bilanci senza essere consultati».«Siamo d'accordo sull'obiettivo ma dice Antonio Saitta, vice presidente dell'Unione delle province anche dopo la spending review la competenza sulla pianificazione territoriale resta a noi. Siamo forse all'abrogazione di fatto?». Per il resto i commenti sono tutti positivi. Il Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, e il Wwf parlano di «coraggio e lungimiranza politica». In attesa dell'esame in Parlamento, naturalmente. E delle poche settimane che rimangono per trasformare queste proposte in legge.
Se l'agricoltura perde 100 ettari al giorno
Il governo italiano ha varato un disegno di legge per fissare un tetto alla cementificazione, un problema che ha colpito l'Italia negli ultimi 40 anni. Secondo l'Ispra, ogni giorno vengono strappati alla natura 100 ettari. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri, introduce norme per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo. Viene fissato un limite di legge alla cementificazione, simile a quello della Germania, e viene introdotto il divieto di mutamento di destinazione per cinque anni. Il disegno di legno anche cancella la possibilità di utilizzare i cosiddetti oneri di urbanizzazione per le spese correnti degli enti locali.
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