La parola alle Camere. Ora sarà necessario calendarizzare il provvedimento. Monti: «Rimedio a molti mali» Roma. Tra cemento selvaggio e abbandono per mancanza di redditività, l'agricoltura perde sempre più... terreno. In quarant'anni è scomparso in Italia, tra cementificazione e abbandono, il 28 della superficie agricola utilizzata, per un'estensione di 5 milioni di ettari che equivale a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme. Solo per la cementificazione si perdono 100 ettari di suolo al giorno. Dagli anni '50 a oggi sono stati «impermeabilizzati» 1,5 milioni di ettari, una superficie pari alla Calabria. I dati sono resi noti dal ministero delle Politiche agricole che ha sostenuto il ddl «anticemento» mirato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo approvato ieri in Cdm. La continua perdita di terreno agricolo - aggiunge il Mipaaf - porta l'Italia a dipendere sempre più dal'estero per l'approvvigionamento di risorse alimentari. L'auto approvvigionamento attuale si attesta all'80-85. Dal 1950 ad oggi - rileva ancora il ministero - la popolazione è cresciuta del 28, la cementificazione del 166. La riduzione maggiore di suolo agricolo riguarda la superficie a seminativi e i prati permanenti, ovvero gli ambiti da cui provengono i principali prodotti base dell'alimentazione degli italiani. Roma. L'agricoltura potrà presto contare su un «muro» legislativo contro quel cemento selvaggio che divora ogni giorno cento ettari di terra fertile destinata a produrre quel cibo di cui potrebbe esserci una carenza drammatica nei prossimi anni: su proposta del ministero delle politiche agricole, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge «anticemento» mirato alla «valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo». Come tutti i disegni di legge e a differenza di un decreto, le norme non hanno un'immediata efficacia. La parola adesso passa alle Camere dove sarà necessario calendarizzare il provvedimento per approvarlo prima della fine della legislatura. Per il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha presentato il disegno di legge assieme al ministro delle Politiche agricole Mario Catania, «è un provvedimento molto significativo, che rimedia molti mali che caratterizzano l'Italia, la società italiana e l'economia italiana, oltre che il suolo italiano». «Forse avremmo dovuto inserirlo nel salva Italia, perchè qui c'è molto di salvezza di un'Italia concreta», aggiunge Mario Monti che punta il dito su «un fenomeno sempre più preoccupante» che in 40 anni ha consumato una superficie agricola pari a 5 milioni di ettari, ovvero l'equivalente di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme. Il disegno di legge si caratterizza innanzitutto per fissare l'estensione massima di superficie agricola edificabile nazionale; le regioni, a loro volta, la stabiliscono su scala regionale e la ripartiscono tra i Comuni. «Con questo disegno di legge - è il commento del ministro Catania - si intende limitare il processo di cementificazione delle aree agricole e porre fine a un trend assai pericoloso per gli assetti idrogeologici, la filiera alimentare e, ovviamente, il paesaggio». Il disegno di legge spiega il ministro Catania, ha anche altri punti forti a tutela del suolo fertile: «Per rendere il sistema ancora più solido abbiamo previsto di interdire i cambiamenti di destinazione d'uso per i terreni agricoli che abbiano ricevuto aiuti dalla Unione europea per i successivi cinque anni al recepimento dei sostegni». Si abroga inoltre la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità - consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria - e siano invece destinati alla copertura delle spese correnti dell'Ente locale. Verrà anche istituito un comitato con la funzione di monitorare il consumo di superficie agricola sul territorio nazionale e il mutamento di destinazione d'uso dei terreni agricoli. Le organizzazioni agricole plaudono all'unanimità al provvedimento. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori il «ddl va nella giusta direzione e siamo pronti a sostenerlo con una serie di iniziative di sensibilizzazione lungo la Penisola». Anche Confagricoltura manifesta apprezzamento per il provvedimento ma non condivide «la logica vincolistica e discriminatoria che ha ispirato il limite sulla destinazione nel tempo dei terreni agricoli che hanno beneficiato di aiuti di Stato e comunitario». Coldiretti sostiene che bisogna fermare l'erosione di terra fertile con buone norme perchè l'Italia e l'Europa non possono permettersi di rimanere senza cibo. Copagri sottolinea infine come con questa importante base legislativa si possa puntare a un effettivo cambio di rotta a tutela del settore e della sua produttività. Ma apprezzamenti arrivano anche dall'associazione dei proprietari immobiliari, la Confedilizia, che chiede di non modificare le norme, e di parlamentari del Pd Ermete Relacci e Colomba Mongiello. Il capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario, favorevole alle norme, critica invece la scelta del veicolo normativo, un disegno di legge, che a fine legislatura rischia di non essere convertito in tempo. «Il ministro Catania - afferma - chieda che sia immediatamente calendarizzato». 15092012