C'È UNA novità nel dibattito (e nelle lamentele) sulla cultura a Torino: la Compagnia di San Paolo, che corre il forte rischio di essere forse il principale finanziatore, nei prossimi anni, delle iniziative più rilevanti in questo campo, ha deciso di ascoltare tutti insieme i suoi interlocutori. E li ha riuniti, ieri mattina nelle sale dell'Ilo, per un confronto plurale. Un dibattito a porte chiuse, che ha messo in luce anche qualche critica inedita, ma pochissime lagnanze. Il segretario generale della Compagnia, Piero Gastaldo, si è limitato a un'asciutta introduzione ricca di dati: negli ultimi tre anni, a fronte di un taglio medio dei contributi pubblici del 30 per cento, il sostegno arrivato al settore da corso Vittorio Emanuele è stato del 27 per cento. Naturalmente, nell'insieme, i bilanci culturali non ci hanno guadagnato, ma non è difficile capire che questa "supplenza" ha evitato il peggio. Sarà così anche per il futuro? Qui i contorni si fanno più sfumati: «L'incontro non è stato promosso per parlare di quantità, stiamo lavorando a un piano quadriennale spiega Luca Remmert, vicepresidente della Compagnia Volevamo invece confermare il nostro impegno, che ha dato eccellenti risultati e rappresenta anche un'opportunità per i giovani, come ha dimostrato il bando "Generazione creativa". Dall'altro lato ci aspettavamo, e siamo molto soddisfatti, che dalle persone invitate arrivassero proposte». Qualche esempio? Rolando Picchioni (Salone del libro) ha insistito sulla necessità di una maggiore visibilità internazionale degli appuntamenti torinesi, Alberto Vanelli (Reggia di Venaria) ha sottolineato come la cultura nel suo insieme non riesca ancora a incidere abbastanza sul turismo, e in che misura i pur moderati ticket di ingresso a mostre e spettacoli scoraggino il pubblico, che invece affolla ogni iniziativa gratuita. Per altri, come Walter Santagata, docente dei beni e delle attività culturali, «a Torino ormai esistono fin troppe "istituzioni", mentre non si intravede il fermento di un tempo, né la capacità di attrarre facilmente artisti di fama internazionale». «Non è sufficiente ritoccare i modelli già esistenti ha detto Daniele Jallà (Musei Civici) occorre innovarli profondamente e non accontentarsi della sopravvivenza di un sistema in sé non più ripetibile ». Sobrietà anche a tavola: trofie al pesto, pesce spada ai ferri, un'insalatina di noci e sedano a fare da entrée. Seguiranno analoghi incontri col mondo della ricerca e del welfare.
TORINO - La Compagnia di San Paolo alla cultura "Aiutateci a spendere meglio i contributi"
La Compagnia di San Paolo ha riunito i suoi interlocutori per un confronto plurale sulle iniziative culturali. Il segretario generale, Piero Gastaldo, ha presentato i dati: negli ultimi tre anni, il sostegno arrivato al settore è stato del 27% a fronte di un taglio medio dei contributi pubblici del 30%. La Compagnia ha deciso di ascoltare le proposte dei suoi interlocutori, tra cui Rolando Picchioni, Alberto Vanelli e Walter Santagata, che hanno sollevato critiche sulla visibilità internazionale, il turismo e la capacità di attrarre artisti di fama internazionale. La Compagnia ha anche deciso di lavorare a un piano quadriennale e di innovare i modelli esistenti.
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