ROVINE giganti distese mezze morte su terreni vuoti si stagliavano all'orizzonte di Secondigliano. Erano edifici ciclopici che i circa seimila abitanti avevano odiato e avevano abbandonato e poi si erano intestarditi perché non fossero mantenuti in vita: volevano solo che scomparissero tante erano le sofferenze che ricordavano loro quando le avevano abitate scappando dai vicoli del centro storico di Napoli e non solo.