Lettera al Ministro Profumo. La spending review trasferisce in segreteria i prof non idonei all'insegnamento, fino allo scorso anno curavano il patrimonio librario delle scuole, ora è allarme. «La digitalizzazione non contrasta con i punti prestito» «Caro ministro Profumo, benvenuto nella nostra Città e come si addice ad un ospite di riguardo vogliamo farle conoscere le realtà più belle di cui noi andiamo fieri. Noi siamo degli insegnanti e come facciamo con i genitori dei nostri futuri allievi La portiamo a visitare la nostra scuola...». Hanno iniziato così una lettera-appello al ministro dell'Istruzione le maestre Carla Bordes e Elda Lupo, rappresentanti di una fascia di docenti inidonei che nel corso di lunghi anni hanno acquisito una specializzazione di cui oggi la loro scuola non può più fare a meno: gestiscono la biblioteca dell'Istituto comprensivo Nasi di Moncalieri e l'annesso centro di documentazione sulla disabilità. Le maestre Bordes e Lupo, a breve, in base alle norme sulla spending review, dovranno cambiare ruolo e diventare impiegate amministrative, l'una a 56 e l'altra a 57 anni, nella segreteria di una scuola in carenza di personale Ata. In cerca di «salvezza» per la professionalità acquisita come per le istituzioni che si basano sulla loro competenza, hanno lanciato un accorato Sos. La lettera l'ha consegnata a Francesco Profumo la dirigente del Nasi, Carla Eandi, al partecipatissimo dibattito sulla scuola organizzato alla Festa Democratica la settimana scorsa. Prosegue così: «Abbiamo classi, luminose, ben arredate e pulite, corridoi con tanti lavori dei bambini, laboratori didattici, palestre saloni aule multimediali ma soprattutto i nostri fiori all'occhiello: la Biblioteca scolastica "del Meloracconti" e il Centro territoriale di Documentazione dell'Handicap e dell'Innovazione Scolastica "Mario Tortello"». Il territorio «La Biblioteca - ricorda la dirigente Eandi - offre ai nostri 950 allievi dai 3 ai 15 anni il servizio prestito con oltre 7500 libri di narrativa e 3500 testi di divulgazione, promuove incontri con gli autori, organizza convegni e concorsi, favorisce progetti di peer education, è aperta al territorio un giorno la settimana, collabora con la biblioteca civica Arduino, con la Facoltà di Scienze della Formazione e con associazioni di promozione della lettura». Carla Eandi aggiunge: «II Centro di documentazione promuove da vent'anni iniziative per insegnanti e genitori, è frequentato da universitari e tirocinanti. Mantenere aperti i due centri con le persone che sono "cresciute" con loro, essenziali per la loro attività, significa continuare a fornire un servizio di qualità con un utilizzo altamente positivo delle insegnanti». A nome di tutte le scuole nella condizione dell'istituto comprensivo di Moncalieri - numerose sul territorio della nostra provincia -, ha scritto al ministro anche il presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche, sollecitando l'istituzione di un tavolo per esplorare possibili soluzioni. «Condividiamo la convinzione - ha scritto Stefano Parise - che il riavvio del Paese debba partire dalla costruzione della "scuola del domani" che passa anche per la diffusione e l'uso esperto delle tecnologie, la digitalizzazione della didattica, la riduzione degli sprechi e l'aumento dell'efficienza. Sono temi ai quali la biblioteca scolastica, se intesa come snodo fondamentale per l'accesso alle risorse educative e multimediali a disposizione di tutta la comunità scolastica, può recare un contributo concreto e integrato nella realtà territoriale». Il pericolo Parise sottolinea come l'attuazione dell'articolo 14 del decreto legge 95 porti «alla chiusura delle biblioteche scolastiche e alla dispersione del patrimonio di professionalità che i bibliotecari si sono costruiti sul campo e spesso a proprie spese». Ancora: «La biblioteca può anche in parte dematerializzarsi, ma non esiste se è privata della figura del bibliotecario. Non ci vogliamo rassegnare all'idea che, mentre nel resto del mondo i bibliotecari scolastici sono considerati stimati professionisti, in Italia vengano considerati alla stregua di impiegati generici, riconvertibili a piacere».