Bivacchi, rifiuti e tanfo. I tour operator: «Vergogna Napoli» La denuncia Sannino, manager di CitySight «Puliamo da soli, Comune assente». Vedi Napoli, ma prima chiudi gli occhi e tàppati il naso. I turisti sbarcati dalle navi da crociera che approdano all'ombra del Maschio Angioino per godersi la città in poche ore con i bus CitySight capiscono subito dove sono approdati, in quale suk maleodorante, purgatorio senza redenzione, sono naufragati. La maggior si gode il colore locale, tanto poi se ne torna a casa sua. Qualcun altro protesta per le molestie degli assillanti ambulanti, quasi tutti impugnano la fotocamera e portano a casa un souvenir senza prezzo. Ecco Napoli nel mondo, servita su un vassoio indecente. Clic clic clic. Sui terrazzamenti sotto Castel Nuovo c'è una delle esposizioni più puzzolenti di zella napoletana. Per la cronaca, monnezza sfusa e a mucchi: bottiglie di minerale, ma pure di whisky, coperte per giacigli, escrementi, chiazze di orina che la terra non assorbe più, cartoni, buste piene di schede del Gratta Vinci, piatti di plastica e vaschette di alluminio, resti di miseri bivacchi. Più giù, accanto alle transenne del cantiere della Linea 6, all'ombra dei pini e dei fichi selvatici hanno tirato su sette rifugi di cartone e plastica. Prodromi di una bidonville. Benvenuti nel Camping Angioino. Ci vivono in pianta stabile un po' di migranti: fili con mutande stese, damigiane d'acqua, coperte messe prendere aria sui cespugli gracilenti. Un fetore che si sente da lontano e arriva fino al casotto del capolinea dei CitySight. «Abbiamo realizzato un dossier fotografico» spiega Antonietta Sannino, amministratore delegato della linea dei bus turistici «e l'abbiamo inviato all'assessorato al Turismo. Aspettiamo una risposta nei fatti e non a parole. Non possiamo fare altro, oltre che vergognarci e pulire con i nostri mezzi laddove è possibile». Con i bivaccatori, la nuova zandraglia globalizzata, è un continuo balletto in stile «Guardie e ladri». La polizia municipale li sgombera e poche ore dopo sono di nuovo al loro posto. Idem, ma è questione di minuti, per gli ambulanti che propongono le loro merci a due metri dalle ruote dei bus o lungo la passerella accanto al cantiere infinito di piazza Municipio, dove capita di incocciare persino in un paio di paccottisti che provano a piazzare agli incauti viaggiatori iPad di dubbia provenienza e di inaffidabile funzionamento. Più che «stay tunes», «staje frisco». Anche i portici del San Carlo sono un mercato abusivo alla luce del sole nel quale vendono borse pezzotte, cappellini di paglia e berretti del Napoli, occhiali e altra merce contraffatta.'Putto sui banchetti o appoggiato a terra su lenzuola che vengono riavvolte in fretta quando si sente l'arrivo della polizia municipale. Così, riecco il solito teatrino che diverte solo i turisti. Vedi Napoli e poi muori dalle risate. Più esotico, pittoresco e inzevato di questo che cosa trovi nel mondo che si proclama occidentale? L'attuale accampamento nei giardini risale a Natale, quando ci fu l'ultimo repulisti. Non c'è bisogno di tendere l'orecchio per avvertire la presenza di zoccole e altri roditori. Spuntano loro, appena sentono un passo estraneo e s'infilano nelle tane più vicine. Salute a rischio per chi ci vive in queste condizioni e nausea continua per chi vi passa accanto. «Non sono barboni» spiega una guardia giurata che fa servizio nello slargo. «Fanno quello che gli pare. Chi li controlla?». In passato c'è stata anche qualche aggressione e qualche borseggio (specialità dei professionisti locali). Ma quello che disgusta è soprattutto lo spettacolo di una zuzzimma incardinata nei cromosomi. Per molti turisti è il primo impatto con la città. Da qui ne viene l'imprinting indimenticabile. L'olezzo che per loro identificherà sempre la città di mare e di piscio, di tufo e di stracci. Eva a spiegare che proprio di fronte hanno il castello degli angioini e l'Arco di Trionfo degli aragonesi. E alle loro spalle c'è Palazzo Reale con i due Cavalli di Bronzo regalati a Ferdinando II di Borbone dallo zar Nicola II. I socci stanno a San Pietroburgo sul ponte Anitckov laddove la Prospettiva Nevskij scavalca la Fontanka. Cavalli di bronzo? Loro di bronzo vedono solo le nostre facce.