Dal 5 ottobre 60 espositori a Palazzo Venezia. Una conferenza stampa con addirittura tre settimane di anticipo sulla data di apertura, il 5 ottobre, per presentarla al pubblico: così la «Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma» ha già fatto il suo debutto, ieri nella sede della Stampa Estera, e prima di concretizzarsi nei dieci giorni di rassegna che come al solito si svolgerà a Palazzo Venezia. Ieri dunque un debutto senza fiera, senza stand, senza mirabilia in vendita, ma con le foto, l'elenco degli espositori e una certezza, sia pur solo sussurrata e non confermata ufficialmente: l'ex premier Silvio Berlusconi, cliente abituale della kermesse e amico personale di Cesare Lampronti, antiquario romano anima dell'iniziativa, «ci sarà», come in passato. Altra notizia, l'annunciata qualità dei nomi presenti e dei pezzi in vendita, per una fiera che ieri, forse cedendo all'iperbole, la soprintendente Rossella Vodret ha addirittura paragonato al colosso mondiale «Tefaf» di Maastricht. Comunque sia, si tratta pur sempre della più nobile rassegna del genere nella capitale, dove, è stato fatto notare, quest'anno arriverà anche il mercante Cahn di Basilea, gran nome del mercato archeologico greco-romano, nonché figlio del celeberrimo (discusso) e scomparso Herbert. Sulla qualità e sul rigore dell'offerta hanno garantito sia Lampronti sia Vodret, in qualità di «padrona» di casa. La soprintendente è anche tornata sull'argomento che già in passato fece molto discutere, ovvero l'ingresso dei mercanti (antiquari) nel «Tempio» (Palazzo Venezia è museo di Stato e sede di Soprintendenza): «Come in passato alla Biennale di Palazzo Venezia si potranno ammirare opere degne di essere esposte nei grandi musei», ha detto, stigmatizzando quanti hanno definito la rassegna «contro natura». Da parte sua l'organizzazione e gli espositori si son fatti carico del restauro di tre opere seicentesche che saranno esposte in mostra prima di tornare a «casa», ovvero nella chiesa di Santa Maria in Aqui-ro: «Un restauro ha spiegato Vodret in programma da tempo ma che avendo noi le casse vuote da soli non avremmo potuto fare». Il resto sarà la fiera 6o espositori tra italiani e stranieri, tutti o quasi di medio-alto livello, e anticipazioni sui pezzi messi in vendita e che spaziano attraverso millenni di storia, dall'archeologia al Novecento, tra quadri, sculture, mobilia, argenti e gioielli. Tutti di «assoluto livello», come ha detto Luigi Michielon, coordinatore dell'esposizione. Qua e là: busto marmoreo di Herrinius, figlio dell'imperatore Decio, terzo secolo, un Tintoretto, vari Mattia Preti, Orazio Gentileschi, una Madonna di Lorenzo Lippi, un «San Pietro pentito» del Guercino, vedute di Ippolito Caffi, un Boldini e un Medardo Rosso, ritratti di Mario Cavaglieri, tele di Depero e Balla (proveniente dalla collezione di Margherita Sarfatti), un vaso di Giò Ponti esposto all'Expò di Parigi del 1925, opere di Morandi, Savinio, Burri, De Chirico, Fontana, Picasso, Max Ernst. Parte della Biennale anche presentazioni di libri e la mostra dal titolo «Di donnesca mano», con quadri di Sofonisba Anguissola, Artemisia Gentileschi e altre.
ROMA - I mercanti nel Tempio per il trionfo del bello
La Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma si è svolta a Palazzo Venezia dal 5 ottobre. La manifestazione è stata presentata con una conferenza stampa e ha visto la partecipazione di 60 espositori, tra italiani e stranieri, di medio-alto livello. I pezzi in vendita spaziano attraverso millenni di storia, dall'archeologia al Novecento, e includono quadri, sculture, mobilia, argenti e gioielli di assoluto livello. La soprintendente Rossella Vodret ha garantito la qualità e il rigore dell'offerta, mentre l'organizzazione ha fatto notare l'ingresso dei mercanti nel Tempio (Palazzo Venezia) e il restauro di tre opere seicentesche.
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