Il ministro della cultura Ornaghi: «Ricostruire non è replicare. No a polemiche» «Ricostruire non è replicare perché la ricostruzione comporta sempre la necessità di realizzare qualcosa di nuovo», parole del ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi che ieri è intervenuto a Roma alla giornata informativa dopo il sisma emiliano dello scorso maggio. I dati comunicati sono allarmanti: al 31 agosto scorso erano 2500 gli edifici storici in Emilia danneggiati fortemente, dunque inagibili, dal sisma e la cifra rappresenta il 55 del totale di quanto presente sul territorio. Le parole di Ornaghi, oltre ai numeri, senza dubbio genereranno polemiche da parte di quanti - l'associazione di tutela Italia Nostra o Vittorio Sgarbi, ad esempio - nelle settimane scorse hanno polemizzato con le soprintendenze artistiche. L'accusa era di non battersi con troppa forza contro gli abbattimenti di edifici storici e sacri - sono però stati pochissimi - che rappresentano l'identità e la memoria storica dei centri colpiti. Ornaghi si è poi lungamente soffermato sulle attività del ministero per il recupero del patrimonio storico attraverso gli uffici di tutela locali e le direzioni regionali. «C'è il massimo impegno - ha detto il politico - da parte del ministero a favore delle soluzioni a seguito dei danni del terremoto. L'importante è avere personale motivato con voglia di fare perché serve il massimo impegno per riportare le regioni colpite a quel che erano (i funzionari statali che in questi mesi hanno fatto gli straordinari non sono ancora stati rimborsati, neppure per l'uso della propria auto, ndr.). La concentrazione delle risorse nelle mani dei commissari, ossia i presidenti delle Regioni, permette di accorciare i tempi e di ridurre le lungaggini burocratiche. Nessuna delle decisioni prese è stata facile e credo che le polemiche che ci sono state siano state vuote, un' offesa alle vittime del terremoto. Noi stiamo gestendo la straordinarietà attraverso l'ordinarietà perché solo così lo Stato viene percepito come una entità politica in grado di tutelare tutti». Alla giornata del ministero ha anche parlato chi si occupa quotidianamente dei beni lesionati, dalla direttrice regionale Carla di Francesco che ha ricordato il lungo lavoro di coordinamento del suo uffici con le numerose visite effettuate nella Bassa ai soprintendenti Stefano Casciu e Paola Grifoni. Certo molto resta ancora da fare, ma la scelta di aprire un centro di restauro a Palazzo Ducale di Sassuolo con i tecnici dell' Opificio delle Pietre dure di Firenze e dell'Istituto del restauro di Roma è stata apprezzata da tutti. Ci vorranno anni sia per ripristinare le chiese e i campanili della Bassa che per restaurare i 1086 beni oggi a Sassuolo.
MODENA - Edifici storici: la metà è inagibile
Il ministro della cultura Lorenzo Ornaghi ha detto che la ricostruzione non è replicare, ma realizzare qualcosa di nuovo. Ha parlato dei dati del sisma emiliano, che hanno rivelato 2500 edifici storici danneggiati fortemente e inagibili. Ornaghi ha anche parlato delle attività del ministero per il recupero del patrimonio storico e ha detto che il massimo impegno è stato messo per aiutare le regioni colpite. Ha anche affermato che le polemiche sulla demolizione di edifici storici sono state "vuote" e un'offesa alle vittime del terremoto. Il ministero sta lavorando per ripristinare le chiese e i campanili della Bassa e per restaurare i beni storici.
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