Nel giorno stesso in cui la Sicilia sbarca alla Bit di Milano, la grande kermesse annuale di promozione turistica, tra scialo di vini preziosi e cioccolato di Modica, si apprende dall'isola che il parco archeologico di Segesta è chiuso. Per mancanza di personale. C'era scritto così, pennarello nero su un foglio di carta a quadretti appeso al cancello d'ingresso di un'area che racchiude la concentrazione più ricca di insediamenti preistorici, ellenistici, romani e medioevali attorno al suo magnifico tempio dorico. I turisti che sono arrivati laggiù, dopo aver consultato guide e orari, hanno potuto fotografare solo le inferriate color ruggine e quell'onesto cartello di spiegazioni. Dicono che la Regione ha tagliato i costi del personale, non paga più lo straordinario e di domenica, quando nel mondo i musei aprono, in Sicilia chiudono. Nel giorno stesso in cui l'assessore alla cultura inaugurava a Milano la giornata dedicata alla Sicilia, approfittando d'un un anfiteatro romano di cartapesta appositamente ricostruito per il godimento dei tour operators, il suo ufficio stampa di Palermo rendeva noto che più del settanta per cento degli introiti dei 47 musei regionali arriva solo da sette musei. Gli altri sono quasi del tutto sconosciuti: 115 euro (l'anno) l'incasso dell'Antiquarium di Sabucina, 380 euro per il museo di Marianopoli, poco più di seicento euro per quello di Gibil Gabib. Rende più un mese di parchimetro di un posto auto in zona blu che un museo siciliano sulle arti e i mestieri della civiltà contadina. Infine, nel giorno stesso in cui il Satiro partiva (con il sovrintendente al seguito) da Mazara del Vallo per l'Expo 2005 in Giappone, la polizia caricava i manifestanti che protestavano per la costruzione, alle porte della città, di una grandiosa e pestilenziale distilleria. Per far capire che quella distilleria avrebbe ammorbato l'aria e l'economia di Mazara e dintorni, s'erano dati appuntamento davanti al museo che ospita il Satiro. Avevano giurato: la statua se ne va in Giappone solo se va via anche la distilleria. È finita a manganellate. Con il Satiro in volo per Tokyo e una ventina di contusi ricoverati in ospedale. Per fortuna qualche settimana fa è andata in onda la Gabanelli con il suo Report su Cosa Nostra e non un servizio sul turismo in Sicilia. Alla mafia abbiamo abituato il mondo: ai musei chiusi per mancanza di personale, ancora no.