Restaurata la statua in legno intagliato, di autore ignoto, risalente al 1579 Termini Imerese. Ritorna a splendere la statua di san Rocco patrono degli emarginati e degli ultimi, invocato contro le malattie contagiose e le catastrofi naturali. Il restauro è frutto di una iniziativa di SiciliAntica e grazie al contributo dell'Azienda Acqua Geraci che ha finanziato l'intervento. I lavori sono stati eseguiti, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, dalla restauratrice Fanny Basso. La scultura datata 1579, di autore ignoto, è conservata nel convento di S. Maria del Gesù, detto della Gancia. La scultura è realizzata in legno intagliato, policromo e dorato è posta su un basamento esagonale sul quale sono dipinte sei scene di vita del Santo di eccezionale fattura. L'obiettivo principale dell'intervento di conservazione è stato il consolidamento degli strati pittorici e l'eliminazione, tramite un accurato e mirato intervento di pulitura, del forte ingiallimento e del generale scurimento che rendevano difficoltosa la lettura dell'opera celando le cromie degli incarnati, delle vesti e le raffinate decorazioni legate ai simboli del pellegrinaggio riscontrate sul manto. La statua, di altezza 1,80 m., raffigura S. Rocco ritratto in piena maturità con tutti gli attributi inconfondibili che connotano la sua vita di apostolato tra i malati: il "sanrocchino" abbigliamento da pellegrino con mantello corto, la 'piaga' della peste a metà della coscia sinistra contratta nei pressi di Piacenza, il "bastone" o il "bordone" con attaccata la borraccia, la "croce dipinta" sul mantello corto, il "cappello parasole" e la "bisaccia". San Rocco è nato a Montpellier fra il 1345-50 ed è morto a Voghera fra il 1376-79 a non più di trentadue anni. Nacque con una croce vermiglia impressa sul petto. Intorno ai vent'anni perse entrambi i genitori: vendette tutti i suoi beni, si affiliò al Terz'ordine francescano e, indossato l'abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. A Roma sarebbe avvenuto il suo più famoso miracolo: la guarigione di un cardinale, liberato dalla peste dopo aver tracciato sulla sua fronte il segno di Croce. La presentazione alla città della scultura restaurata avverrà ai primi di ottobre in occasione dei festeggiamenti in onore di San Francesco d'Assisi. Gaetano La Placa 13092012